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Lunedì 21 gennaio 2008
Consiglio Comunale di Firenze

Operazione Fiato sul Collo
AndreaTj intervista Tommaso Fattori

A Tommaso Fattori, rappresentante del movimento acqua bene comune, ho chiesto di parlare della privatizzazione degli acquedotti di Firenze.

La nostra città ha adottato provvedimenti in questi anni totalmente neoliberisti, ma mascherati dalla giunta di “sinistra” basta vedere il discorso dell’acqua.
Noi vogliamo l’acqua 100% pubblica.

Ed è inutile che ci dicano che servono i capitali per investire nelle infrastrutture.
In decenni i cittadini avevano sempre investito con le tasse in un acquedotto, quello fiorentino, che era diventato il fiore all’occhiello della toscana e ci veniva invidiato da tutta Europa da cui venivano a studiarne i modelli.
Perché privatizzare? Per avere i capitali di ACEA e SUEZ la quale ha preteso il 7% di interessi garantiti annuali, a queste condizioni anche i cittadini di Firenze avrebbero potuto investire sul loro acquedotto!!
La nostra proposta è una società cooperativa pubblica: una forma nuova dove ogni cittadino può investire un minimo ed un massimo e contribuire tutti alle scelte della gestione.

AndreaTj

Link della notizia:

www.acquabenecomune.org

www.beppegrillo.meetup.com/12

Questo è il manifesto che è comparso pochi giorni fà.

Mistificazione da Wikipedia

La mistificazione consiste nel “distorcere intenzionalmente la realtà”, col fine di ingannare qualcuno. È molto usata nella propaganda e nella teoria dei giochi (per ingannare gli avversari).

Alcune delle tecniche della mistificazione sono la mimetizzazione, il travestimento (detto incognito in alcuni casi), la distrazione e l’imitazione.
Nell’ambito dei mass media un caso tipico di utilizzo della tecnica di distrazione si ha quando viene dato grande spazio ad una notizia poco importante, ma che magari è d’impatto verso il pubblico, per evitare di parlare di altre notizie considerate “scomode”.

E’ comparso in questi giorni un manifesto ai muri della città, in maniera discutibile per i modi con cui abusivamente si tappezza ogni superficie senza rispetto per il decoro, ma sopratutto che ci lascia sconcertati per il contenuto e la sincronia dei tempi.

Oggi è il giorno del ricordo dell’Olocausto.

Quello che credo ci lasci con tanti dubbi è proprio il tentativo di mistificazione e di cavalcare spazi che non sono propri ad un movimento, quello di destra, che cerca di occupare spazi deboli, malcontento, delusione, proprio come l’Onorevole Fini a suo tempo indicò ai dirigenti del suo partito.

di FABIO PERUGIA; GIANFRANCO Fini l’ha capito prima di tutti: bisogna intercettare il malessere degli italiani. Quello stato d’animo che la V-generation di Grillo ha portato alla luce. E bisogna farlo subito, prima che il timer della sopportazione del popolo raggiunga il punto zero. Il disagio ora non si può più sottovalutare, o rischia di esplodere. Il leader di Alleanza nazionale ieri ha riunito i suoi dirigenti territoriali. Un’ora scarsa per mettere in chiaro alcune cose. Tra queste, una deve diventare diktat in An: agire in anticipo. «Immagino che Beppe Grillo non abbia fatto tutto da solo - spiega ai suoi Fini - ma quanto successo deve insegnarci che, seppur non dobbiamo sopravvalutare quanto avvenuto, c’è un malessere profondo e diffuso nel Paese. Noi possiamo e dobbiamo intercettarlo».

La mia analisi quindi è solo sociologica, più che politica.

 

E’ giusto in un momento di politica vuota, scollata con la base elettorale dei cittadini, dare risposte mirate a riconquistare la simpatia a colpi di slogan? Può un popolo non capire, non conoscere, non identificare la mistificazione e credere che questo sia un qualcosa di nuovo?

Basta uno slogan per rendere i cittadini nuovamente schiavi e sudditi di una coalizione di partito, qualsiasi sia il suo colore?

tj

Prendendo spunto dall’articolo di Repubblica.
<oggi che sono passati 16 anni dalle prime vere lotte contro questo spreco di soldi pubblici, i nostri governatori dicono che non poteva essere previsto, che gli dispiace e che l’ente della regione Toscana, quasi fosse la loro azienda a sovranità oligarchica da loro posseduta pagherà metà dei danni, senza ricordarsi che si era costituita parte civile.>

Noi sudditi pagheremo tali danni, ringraziando dell’illuminata monarchia ricevuta.

Ma stiamo scherzando?

Io mi ricordo bene come molti personaggi , uno su tutti Girolamo Dell’Olio di Idra come informava capillarmente di tutti gli studi e le ricerche fatte da vari scienziati sui rischi.
Tutti sapevano.

Oggi nei giorni in cui si ricorda la Shoàh dove tutti fino all’ultimo dicevano di non sapere, dobbiamo sopportare nuovamente le scuse misere dei nostri oligarchi che dicono “non sapevamo” e accettare pagando di vivere in un territorio depredato!
Intanto Chiti diceva altre cose nel lontano ottobre 2006.

<…Chiti non si pente: «Sono orgoglioso della Tav»Sta costando troppo? Pagherà chi ha sbagliato. …>

Io mi pento, mi pento di non aver fatto di più per fermarli.

Tj

—————-

Articolo di Repubblica:

REPUBBLICA FIRENZE 25/1/08


Cavet, la Regione paga metà danni

Martini spiega in aula perché nel 2002 la parte pubblica decise di finanziare 53 milioni per risanare le conseguenze dei cantieri


Processo alta velocità: “Parte dei problemi non fu prevista, contribuiamo”
“Sui materiali di risulta, scavi e gestione degli imprevisti si poteva fare meglio”

Chiti: “Per garantire la sicurezza istituimmo l´Osservatorio a carico del consorzio”

FRANCA SELVATICI

«La modernizzazione delle ferrovie è essenziale per l´Italia. L´alta velocità è una grande opera di rilevanza nazionale a cui le Regioni non potevano opporsi. Ma è anche un´opera complessa, che taglia la montagna. Ci rendevamo conto che avrebbe potuto avere un impatto sulle falde idriche. Pensammo allora a uno strumento nuovo, l´Osservatorio nazionale con la partecipazione delle regioni. L´obiettivo: conseguire il minimo di impatto ambientale e il massimo di sicurezza». Così il ministro Vannino Chiti, già presidente della Regione Toscana dal ´92 al 2000, ha ricostruito la posizione della giunta regionale di fronte al progetto della Tav, con i suoi 77 km in galleria. Chiti è stato ascoltato ieri al processo in cui 59 persone, fra cui alcuni dirigenti del Consorzio Cavet che sta realizzando l´opera, sono accusate a vario titolo di truffa, violazioni nello smaltimento dei rifiuti, danni ambientali, dei quali il più rilevante è il disseccamento di sorgenti, pozzi e corsi d´acqua di cui il Mugello era ricchissimo.
«Ci rendevamo conto che vi sarebbe stata una quota di problemi valutabili soltanto in corso d´opera, e per questo fu istituito l´Osservatorio, a carico del Cavet e non della collettività», ha detto Chiti: «Con le comunità del Mugello vi furono discussioni sui grandi lavori: la variante di valico, la diga di Bilancino, l´alta velocità. Le opposizioni ci chiedevano di abbandonare Bilancino, prevedevano il disfacimento del Mugello, ma non è accaduto».
«Che la realizzazione dell´alta velocità sarebbe stata complessa era consapevolezza di tutti», ha concordato Claudio Martini, attuale presidente della Toscana: «Io credo che alla fine ci renderemo conto che non è stato fatto un cattivo lavoro. Però alcuni impatti si sarebbero potuti prevedere e comunicare prima alla popolazione e affrontare più rapidamente. Su alcune partite specifiche - lo scarico dei materiali di risulta, le modalità degli scavi e la gestione degli imprevisti - secondo me si poteva far meglio». La Regione ha un contenzioso con Cavet sull´enorme quantità dei materiali estratti dalle gallerie. Per Cavet sono materie seconde, riutilizzabili. Per la Regione sono rifiuti. Il presidente non ricorda che sia stato presentato un piano organico di riutilizzo. Ma perché - gli è stato chiesto - nel 2002 la parte pubblica ha deciso con l´Addendum di finanziare con 53 milioni di euro le opere di mitigazione e di ripristino ambientale (acquedotti, fogne, bacini artificiali), visto che i danni erano l´effetto dei lavori? Perché parte dei problemi non erano stati previsti, ha risposto Martini. E dopo il 2002 si è visto che i lavori di ripristino sarebbero stati più imponenti. Si è giunti così a un Masterplan che prevede un impegno finanziario di 100 milioni di euro.
Con Martini polemizza il capogruppo Udc in Regione Marco Carrarresi, secondo il quale all´inizio non vi fu la minima consapevolezza dell´impatto ambientale: quanto all´Addendum, firmato dal Governo Berlusconi, è quasi del tutto inattuato e il Governo Prodi non ha ancora erogato 15 milioni dei 53 stabiliti. Per parte sua, il Comitato contro il sottoattraversamento dell´alta velocità a Firenze trema all´idea che anche nel capoluogo si proceda «con la stessa superficialità».

Firenze, Via Bolognese. Ore 20:00 circa

Un auto che viaggiava in direzione piazza della Libertà nell’ultimo tratto, urta un’auto, si ribalta e finisce su un auto che viaggiava in direzione opposta.

Ferito il conducente dell’auto ribaltata, illeso anche se sotto shoc il conduttore dell’auto colpita.

Andreatj in diretta sul posto!

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dall’esperienza di RobinGood.tv

Qualche giorno fa ho finalmente trovato un software che ti permette di utilizzare un cellulare, dotato di fotocamera e bluetooth, come webcam senza fili per il tuo PC. Questo programma, già utile di per sé, rappresenta una soluzione ottimale per un mobile reporter che voglia trasmettere live su internet utilizzando solamente un notebook collegato a internet e un cellulare.

Nei mesi scorsi Robin Good, con l’aiuto di BlaxWan, ha costruito la Robin Mobile TV Station, che appare nei video del Festival dell’Innovazione. La Robin Mobile TV Station è in pratica un mash-up di hardware che, grazie ad alcuni servizi online gratuiti per fare web streaming, consente di indossare uno zainetto-imbragatura e trasmettere live su internet.

Per riprendere e trasmettere live sul web doveva essere collegata al notebook con un filo una videocamera o una webcam. La prima però ha il difetto di intimidire chi hai davanti ed è decisamente pesante. La seconda ha una qualità video un po’ povera e non ti consente di vedere cosa stai riprendendo se non dallo schermo del computer.

La soluzione ottimale sembra essere proprio quella offerta da WWigo, che permetter di usare un cellulare, piccolo e leggero, come dispositivo di ripresa video, con una qualità migliore della webcam e la possibilità di vedere il campo di ripresa direttamente dallo schermo del cellulare. Tutto senza fili.

Salvatore Aranzulla, esperto di nuove tecnologie e soluzioni informatiche, ha pubblicato sul suo blog la review di WWigo, spiegando come installare e utilizzare il programma.

Ecco come fare:clicca qui

DEDICA QUALCHE MINUTO A TE STESSO, ALLA TUA CITTA’ E AL FUTURO

se condividi il contenuto dell’appello, per favore, riempi con i tuoi dati la scheda finale, e rinvia il messaggio (si-moratoria- tramvia@email.it)

DUE SI’ ALLA MORATORIA PER LE LINEE 2 E 3 DELLA TRAMVIA

A Firenze dal 2004 è stata avviata la costruzione di una linea tranviaria, la Linea 1, che collegherà la Stazione di S.M. Novella con Scandicci, mentre la linea 2 - per l’Aeroporto - la Linea 3 - per Careggi - sono in via di progettazione definitiva e se ne sono già avviati i lavori preliminari.

Con il Referendum consultivo indetto per il 17 febbraio dovremo dire sì o no alla sospensione delle linee 2 e 3. Lo scopo è quello di avviare un ripensamento complessivo sia del sistema tranviario che del trasporto pubblico a Firenze.

Questa Amministrazione comunale non ha mai attuato un vero confronto con i cittadini sull’opportunità o meno di costruire una tramvia, non ne ha mai discusso i tracciati e non ha mai cercato di affrontare e risolvere i disagi e i problemi prodotti da un’opera del genere. L’assenza del confronto con la città genera mostri: infatti è possibile verificare che le sistemazioni preliminari già realizzate sono di una desolante modestia progettuale e di un devastante impatto territoriale e ambientale. A monte di qualsiasi progetto esistono invece dei vincoli inevitabili di natura ambientale, storico-artistica, urbanistica che qui non sono stati preventivamente individuati o “considerati”. Una volta che i problemi, i gravi danni al centro storico e al verde consolidato emergeranno, non ci sarà più alcuna possibilità di recupero con soluzioni alternative valide.

Questo modo di procedere ha acutizzato il conflitto con una parte rilevante della cittadinanza. I nostri amministratori hanno trasformato il confronto sui fatti, da noi più volte sollecitato, in rissa ideologica che favorisce la logica degli schieramenti (destra o sinistra?) e impedisce qualsiasi sereno e serio confronto.

Gli amministratori ingenuamente attribuiscono alla sola presenza del tram il potere miracoloso di ridurre il traffico privato su gomma, senza effettuare alcuna verifica del progetto e senza affrontare il problema della mobilità nel suo complesso.

RIBADIAMO: la forte politicizzazione che ha assunto il dibattito rischia di impedire la conoscenza ed una seria discussione dei progetti.

Per tutto ciò, pur non avendo promosso noi il Referendum, partecipiamo alla campagna referendaria a favore del Sì considerandola comunque un’importante occasione data ai cittadini per esprimersi.

Noi siamo per il completamento della Linea 1 e per una moratoria delle Linee 2 e 3 in modo da ripensare tutto il sistema del trasporto pubblico.

A Firenze la congestione cronica da traffico è aggravata da un’alta domanda di mobilità, ben al di là della dimensione della città, sia per la presenza di un turismo
globale invasivo e poco governato, sia per un’espansione edilizia incontrollata che ha disseminato abitanti e attività a grande distanza tra loro.

Noi sosteniamo il potenziamento del trasporto pubblico, ma siamo anche per la riduzione del bisogno di mobilità indotto dalla speculazione immobiliare che sta svuotando la città e condannando i suoi ex cittadini ad una vita da pendolari.

Per creare vere alternative al mezzo privato però bisogna rinunciare all’idea che esista un rimedio unico ed evitare infatuazioni o demonizzazioni per questa o quella soluzione. Non c’è esempio europeo che valga se non si parte da un’approfondita conoscenza delle esigenze della propria città.
La nostra opposizione non è alla tramvia in sé ma a questo progetto che riteniamo sbagliato, oneroso e imposto alla citta’.

____________________________

Ecco 10 ragioni per rimettere in discussione le linee 2 e 3:

1. il sistema tranviario che si vuole realizzare è costituito da tracciati concepiti 15 anni fa per una metropolitana. è un trasporto di superficie pesante, rigido, inadeguato per la città di Firenze.
2.il Progetto è limitato allo spazio adiacente ai binari senza riqualificare lo spazio pubblico circostante. mancano interventi contestuali sul sistema della circolazione, sul sistema della sosta e sulla rete di autolinee.
3. ad opera finita avremo tre LINEE radiali imperniate sul nodo S.M. Novella - Fortezza
che aumenteranno la congestione dell’area CENTRALE, senza soddisfare i collegamenti con importanti funzioni METROPOLITANE e i collegamenti intercomunali diretti (attraversamento di Firenze).
4. stiamo verificando che ovunque passi questa tramvia gli alberi, ANCHE ADULTI,
vengono abbattuti. Il patrimonio arboreo esistente deve essere un’invariante di progetto, non la prima cosa da eliminare. il PROLUNGAMENTO FINO AL MEYER produrrà l’ ulteriore TAGLIO DI UN CENTINAIO DI ALBERI.
5. L’ABBATTIMENTO degli alberi, anche di quelli difesi da vincolo di legge, e i numerosi sottopassi, compromettono L’IMPIANTO STORICO DEI VIALI del Poggi e dei loro prolungamenti moderni.
Il paesaggio urbano di Firenze ne uscirà STRAVOLTO, come già avvenuto nella zona di Porta al Prato e delle Cascine.

6.il tram “Sirio” di 32 m. E’ FUORI SCALA per la città storica. L’impatto sarà dato sia dalla linea aerea (4 km. di fili e centinaia di pali) sia dall’ingombro e dalla frequenza dei convogli. La POSA DEI BINARI, costosa e con spesse fondazioni, è da considerarsi
IRREVERSIBILE PER IL CENTRO STORICO DI FIRENZE, PATRIMONIO DELL’UNESCO.
7. il tratto della Linea 2 che transita dal duomo è dannoso anche perché finisce in modo irragionevole in piazza della Libertà, dove metterà in crisi un nodo DELICATISSIMO della viabilità cittadina, compromettendo una delle piazze più significative del Poggi.
8. la diminuzione dell’inquinamento e del traffico automobilistico, che comunque alla fine non supererà l’8-10%, avverrà solo se e quando tutto il sistema della mobilità funzionerà.
9. è da considerare che gli abitanti DELLA ZONA CURE, DEI QUARTIERI A SUD E AD EST NON SARANNO serviti DALLA TRAMVIA.
10.LA COSTRUZIONE DELLA LINEA 1 CON I COSTI RADDOPPIATI E CON BEN 63 VARIANTI DIMOSTRA CHE I PROGETTI VENGONO ELABORATI IN MODO SOMMARIO. QUESTA “NAVIGAZIONE A VISTA ELEVATA A SISTEMA E’ INACCETTABILE. È PRIVA DI QUALSIASI STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE E TALE DA VANIFICARE OGNI CRITERIO DI TRASPARENZA

L’aver affidato ad un “project financing” la delicata progettazione delle linee 2 e 3 significa addossarne il debito alla collettività, che dovrà compensare il mancato incasso alla società di gestione.

ed ecco alcune proposte alternative
A. elaborare un Piano organico della mobilità di tutta l’area, anche mettendo in discussione scelte urbanistiche centralizzatrici ed invasive recentemente riconfermate dagli strumenti di pianificazione adottati
B. mettere in atto una migliore utilizzazione dell’infrastruttura stradale e una razionalizzazione dei sistemi e dei servizi esistenti a scala metropolitana, da definirsi prima e non dopo la costruzione della tramvia.
C. liberare il centro storico dal traffico FIN da subito, limitando al massimo il suo attraversamento da parte delle linee di autobus e rinnovando profondamente il sistema di Trasporto Pubblico Locale. Pretendiamo il rispetto della ztl.
D. prevedere il potenziamento di servizi di bus ecologici per il centro con penetrazione a staffa.
E. attuare contemporaneamente tutte le misure utili al rafforzamento della mobilità elementare, in particolare di quella ciclabile, INDIVIDUANDO UNA RETE DI AREE E DI
CORRIDOI CICLOPEDONALI PROTETTI.
F. verificare la necessità delle linee 2 e 3 valutando ipotesi diverse di collegamento
metropolitano, basandosi sull’esteso sistema ferroviario in parte inutilizzato (si pensi solo al tratto Cascine - Leopolda), eventualmente completato da rami tranviari o utilizzando altri mezzi o infrastrutture adatte alle caratteristiche della città.
G. aprire il confronto con la cittadinanza su progetti di tramvia, anche alternativi tra loro, fatti conoscere in modo semplice e comprensibile.

Anche la tramvia, da mezzo di trasporto pubblico, puo’ trasformarsi in strumento di declino ulteriore. La parola d’ordine di chi sostiene questo progetto, “cambiare o declinare”, la facciamo nostra: cominciamo a cambiare il progetto di tramvia, le sue modalità di costruzione e di finanziamento.

Nel XXI secolo modernità vuol dire rispetto dell’ambiente e qualità della vita

Votiamo sì per fermare le linee 2 e 3!

Votiamo sì per garantirsi le scelte, per garantirsi il futuro, per una vera partecipazione!

Leonardo Rombai, Presidente Italia Nostra Firenze, ordinario di Geografia, Univ.
di Firenze

Giorgio Pizziolo, Comitati dei cittadini, ordinario di Urbanistica, Univ. di Firenze

Mariella Zoppi, ordinario di Urbanistica, Univ. di Firenze

Maria Rita Signorini, Italia Nostra

Luciano Ghinoi, Presidente Associazione Piazza Vittoria.

Maria Rita Monaco, Associazione Linea 3

Paolo Celebre, architetto, Comitati dei Cittadini.

Mario Bencivenni, Comitati dei Cittadini.

Domenico De Martino, Comitati dei Cittadini.

Tiziano Cardosi, Comitato NoTAV Firenze.

Luigi Zangheri, Facoltà di Architettura, Univ. di Firenze.

Mauro Cozzi, Facoltà di Ingegneria, Univ. di Firenze

Gabriella Carapelli, architetto e storica dei giardini

Riccardo Hofmann, architetto

Romano Romoli, Casa dei Tessuti (via dei Pecori)

Marco Dezzi Bardeschi, ordinario di Restauro, Politecnico di Milano

Rosetta Ragghianti,

Carlo Carbone,

Francesco Pardi, Facoltà di Architettura, Univ. di Firenze

Gian Franco Di Pietro, Facoltà di Architettura, Univ. di Firenze

Tullio Marini,

Alma Raffi, insegnante.

Piero Sarti, insegnante.

Anna Maria Manetti Piccinini, giornalista-pubblicista

Luigi Alberto Leoni

Ugo Cianchi, vice presidente Italia Nostra Firenze

Lorenzo De Luca,

Renzo Ricchi, giornalista

Antonio Fiorentino, architetto
SI INVITANO I CITTADINI A SOTTOSCRIVERE L’APPELLO

(riempiendo il modello sottostante e rinviando questo messaggio a si-moratoria-tramvia@email.it)

Guardate in alto.Le nuvole si stanno diradando.

La luce sta iniziando a irradiare il nostro paese. Stiamo camminando verso una luce che darà nuova vita e nuova speranza alla nostra comunità ed al nostro paese.

Col nostro piccolo impegno, ogni giorno un pò di più, ogni giorno un passo più avanti, con la consapevolezza che il cambiamento siamo noi. Noi ed i nostri gesti.

Potremo essere tutti fratelli, in eguaglianza ed in giustizia.Potremo vivere e regalare speranza.Potremo condividere l’amore.

A poche settimane dal giorno in cui si celebra la nascita di Cristo, credenti e non credenti, possiamo comunque gioire nei valori dell’amore e della fratellanza, e rinsaldare il patto per un mondo migliore.

Siamo guide ed esempio per gli altri e per noi stessi.

E’ un onore, ma anche una responsabilità.

Ed in questo giorno vi auguro a tutti di riflettere sul fatto che il nostro impegno, il nostro volontariato, il nostro modo di cambiare è un dovere a cui dobbiamo prestarci per salvare il mondo dai cambiamenti climatici, dalla malapolitica, da questo sviluppo basato sull’individualismo.

Il presente ci è dato in prestito dai nostri figli, restituiamogli il mondo migliore di come ce lo hanno dato !

Andrea Tj

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