You are currently browsing the category archive for the 'Amici di Beppe Grillo' category.

Comunicato stampa Unaltracitta’/Unaltromondo

Frodi alimentari: Qual e’ il ruolo della Centrale del Latte di Firenze
nell’inchiesta della Procura di Cremona?

Quale e’ il ruolo della Centrale del Latte di Firenze, partecipata al
63% dal Comune, nella frode oggetto di inchiesta della Procura di
Cremona? Quali sono i meccanismi di tutela della salute dei
consumatori che la Centrale del Latte ha previsto e attivato? Lo
chiede  Unaltracitta’/Unaltromondo preannunciando un’interrogazione
urgente vista l’esistenza di un’inchiesta del PM Francesco Messina
sulla frode che ha permesso l’immissione sul mercato alimentare di
formaggi e latticini scaduti e avariati destinati allo smaltimento e
considerato che la Centrale del Latte di Firenze viene esplicitamente
chiamata in causa in tale inchiesta.

.

.

Partecipate alla Mappa del Potere Locale

Ieri c’è stata l’assemblea interessante che ha fatto seguito all’appello di Don Santoro e della comunità de “Le Piagge” di Firenze. Vedi qui il testo della Lettera.

Alla serata Don Santoro, proponeva di iniziare a costruire un percorso tra cittadini e tra religioni e non religiosi, tra uomini semplicemente, che vogliono scegliere la convivenza come elemento essenziale su cui progettare il futuro della città e del paese.

Condotto dalla paura, l’egoismo viene innalzato a prassi politica: le azioni politiche dovrebbero cercare il bene comune, per uscire insieme dalle difficoltà, invece inseguono solo il bene privato ed individuale, “insieme” non esiste! E in nome dell’individuo, solo e chiuso in se stesso, ogni giudizio diventa equidistante, si annega nel qualunquismo, appagati e rabboniti in una sonnolenza politica, religiosa e sociale, che toglie la voglia e il coraggio di pensare.

Chiedere a chi governa di esserne partecipe e consapevole.

L’invito era stato mandato a tutte le parrocchie fiorentine, che se non sbaglio sono circa 400 !!
Hanno risposto solo in 3, e non tutte positivamente.

Come si può pensare che ci sia lo spazio di aprire un dialogo sulla convivenza, sui diritti civili, se non abbiamo desiderio di dialogo tra di noi?

Ci sarà un prossimo incontro il 7 luglio, sempre al circolo Il Pozzo a Le Piagge, via Lombardia 1.
La data ipotetica è per il 22 luglio per un primo evento, e una vera marcia a Firenze a settembre, con partenza da Le Piagge fino al centro storico.

Per aggiornamenti sarà utilizzato il blog:
culturaaltra.blogspot.com/

Tj

Liberacittadinanza
Comitato per la difesa della Costituzione - Fi
Associazione per la Sinistra Unita e Plurale - Fi
Unaltracittà/Unaltromondo

Giovedì 3 luglio, presidio-corteo da piazza Ghiberti a piazza S. Firenze
(partenza ore 21.00 da piazza Ghiberti, arrivo dinanzi al Tribunale intorno
alle 22.00)

TORNANO LE LEGGI VERGOGNA:
razzismo, colpi di spugna, controllo su magistratura e informazione,
demagogia e impunità

Una legge sulla sicurezza che invece di proteggere i cittadini addita gli
immigrati come agenti principali del crimine
e i nomadi come fonte
principale del disordine.

Una legge che sospende i processi per i reati per cui la pena non sia
superiore a 10 anni di detenzione: per sottrarre Berlusconi al suo processo
si rinuncia a rendere giustizia a decine di migliaia di parti lese
. Tra gli
altri saranno sospesi i processi per i fatti di Genova 2001.

Una legge per impedire ai magistrati di usare le intercettazioni e ai
giornalisti di pubblicarle.

Un progetto di finanziaria che tacita i poveri con la promessa di un’elemosina
e lusinga i ricchi con la speranza di nuove evasioni fiscali
occultate dalla
minaccia ipocrita di maggiore severità verso banche e petrolieri.

Una legge che inventa la salvaguardia per le alte cariche dello Stato solo
per proteggere in modo definitivo Berlusconi da vicende giudiziarie presenti
e future.

Mentre nel Paese c’è bisogno di politiche che affrontino le difficoltà di
lavoratori, pensionati precari e disoccupati,
il presidente del consiglio sostiene di essere stato scelto dal popolo e
quindi può fare ciò che vuole, ma il rapporto diretto e a senso unico tra
capo e popolo nega la democrazia rappresentativa
.

Tutti coloro che non vogliono cedere allo svuotamento della democrazia reale
e della Costituzione sono invitati a manifestare la loro volontà di lotta.

HANNO ADERITO:

ANPI Oltrarno , Arci comitato territoriale di Firenze,Cantiere Sinistra Q4, Circolo Ricreativo Culturale Brozzi, FLC-CGIL Università di Firenze, Ass. Grosseto per la Costituzione, Gruppo Consiliare in Palazzo Vecchio PRC, Gruppo Noallasokkagakkai, Legambiente Toscana, Libere Tutte, Meetup Amici Beppe Grillo di Empoli, RSU Ateneo fiorentino, IDV Toscana e Provincia di Firenze, Sinistra Democratica ? Firenze, Statunitensi contro la guerra (Firenze), Verdi ?Firenze ?Provincia ?Regione, Verità e giustizia per Genova

per adesioni individuali e collettive scrivere a:
trelugliofirenze@gmail.com

Trasformare una vecchia Fiat 500 in auto elettrica.

Ecco cosa ci dice il creatore del “Cinquino” elettrico.

In Italia è difficile, per i soliti nodi gordiano-amministrativo-burocratici del bel paese. Nodi che andrebbero tagliati con un intervento diretto del legislatore per il quale insieme ad altri di Aspo Italia ho elaborato una proposta di emendamento alla approvanda Bersani bis.

E nel frattempo?

Si può realizzare il proprio cinquino elettrico e farselo omologare alla sede Italiana del TUV (Ente di certificazione tedesco) per poi immatricolarlo con targa tedesca ed infine ri-importarlo in Italia, il tutto ad un costo di alcune migliaia di euro.

Oppure, come ho deciso di fare io, creare una associazione ad hoc, di realizzazione, collaudo e sperimentazione nel settore dei veicoli elettrici, farsi rilasciare una targa prova, assicurarla (costosamente) e circolare in via provvisoria, facendo tutte le possibili pressioni perché il nostro
legislatore si dia da fare.

In italia avere una idea nuova o almeno originale e mettersi in testa di realizzarla significa una marcia in salita. Vi voglio risparmiare la cronistoria delle innumerevoli visite, telefonate, spiegazioni, scartoffie, bollettini, litigate, proteste, necessari ma si può fare ed il cardine su cui la rugginosissima porta della pubblica amministrazione ha girato, il grimaldello capace di scassinarla è stato proprio lui, il cinquino. QUANDO e solo QUANDO ho spiegato QUALE veicolo elettrico volevo realizzare e PERCHE’, il fiero cipiglio dell’Ingegnere della motorizzazione, piuttosto che il tetro sguardo della funzionaria della compagnia assicuratrice, si è accesso di mille pagliuzze colorate, frantumando con un sorriso la grigia corazza del quotidian-burocratico.

Davvero, davvero: Capito quello le strade sono andate in discesa ed anzi devo qualche ringraziamento proprio all’impegno immediato e diretto dei funzionari, che ha permesso di fare i primi giri con il cinquino. Si, si, direte voi, ma COME SI FA’ a convertire una cinquecento in auto elettrica? Sintesi: non c’e’ niente di difficile, il difficile è trovare qualcuno che lo sappia fare NEL NOSTRO PAESE. Ma in altri paesi, dove le normative sono meno rigide, si è fatto e si sta facendo, in buona parte, come un bricolage evoluto.

In effetti, l’unica prescrizione è quella di avere una certa capacità/conoscenza nel settore “elettrotecnico”. La principale complicazione, che è l’adattamento del motore elettrico al vecchio cambio è facilmente affrontabile da una delle tante ditte che fanno adattamenti meccanici, flange riduttori etc.etc.etc. Il cambio del cinquino, infatti è elementare e leggerissimo ed assorbe una quantità ridicola di energia, lasciandolo si possono utilizzare motori elettrici con
meno coppia e maggiore efficienza.

Report dal blog EuroZEV

Cronaca del retrofit elettrico di un mito italiano (e non solo)
Non so voi, ma ogni volta che vedo un vecchio cinquino abbandonato in qualche sfasciacarrozze mi prende una stretta al cuore. Il cinquino fa parte della storia d’Italia più o meno come Garibaldi, le gambe della Loren e quelle di Bartali. Insomma, una piccola grande idea che ha insegnato a generazioni di Italiani a guidare e che ha portato, insieme alla seicento alla “ motorizzazione di massa” dei nostri cittadini.


Vedendo quest’ultima con i nostri occhi non sembrerebbe poi una cosa enormemente positiva ma quarant’anni fa’ una vetturetta in grado di portare le famiglie (almeno quelle “pieghevoli”, come la mia) in campagna ed i papa al lavoro giorno dopo girno costitui una vera e propria rivoluzione. A partire da metà degli anni sessanta è stata, in molte famiglie, anche la prima seconda macchina, quella di LEI, una cosetta carina, simpatica e robusta, con abbastanza spazio per un paio di bamibini e la spesa del giorno…

Certo: era milioni di anni fa.. Pure, circolano ancora in Italia circa 300.000 fiat cinquecento dei 5 milioni costruiti. Amatissime, coccolatissime, super protette da acqua e RUGGINE la vera, grande ed UNICA nemica delle piccolette. Ma ogni anno, a causa delle normative che chiudono il traffico urbano alle euro zero, decine di migliaia di cinquini finiscono la loro vita ingloriosamente, sotto una pressa o, piu’ probabilmente smontati pezzo pezzo per i ricambi. Ecco che l’idea del retrofit elettrico del cinquino trova un motivo i più per essere portata avanti. Ma analizziamo questa vetturetta dal punto di vista di una conversione elettrica.

L’auto elettrica ideale da città e per piccole puntate nell’interland o nelle tangenziali ( commutino
urbano/perturbano) dovrebbe essere:

* Leggera.
* Piccola (corta e stretta) per facilità di parcheggio ed agilità nel traffico.
* Un’area frontale ridotta.
* Un coefficiente aerodinamico accettabile.
* Ruote strette per basso consumo piuttosto che larghe per grip possenti in curva.
* Economica e pratica come riparazioni per i piccoli urti e per la manutenzione.

Il cinquino elettrico, a parte l’irresistibile simpatia, rispecchia perfettamente tutti questi punti: In
pratica sul modestissimo mercato attuale dei veicoli elettrici si trova a stento una vettura che abbia
le stesse caratteristiche.

* Il peso a vuoto (senza le batterie) è di circa 400 Kg.
* La cinquecento è l’auto più corta e più stretta attualmente circolante in numeri significativi in Italia, ed è omologata per quattro.
* L’area frontale è analogamente la minore fra tutte le autovetture circolanti
* Il coefficiente aerodinamico della cinquecento, analogo a quella della seicento è migliore di quanto si pensi, grazie al frontale chiuso: circa 0,38 ( non poche piccole autovetture attuali ne hanno un peggiore). Può essere notevolmente migliorato, scendendo intorno allo 0,35 dopo la conversione elettrica, sigillando con un foglio di pvc o similari il sotto vettura in corrispondenza del motore.
* Le gomme originali della cinquecento, con carcasse “classiche” pur essendo assai strette, si deformano troppo: appena possibile vale la pena di mettere gomme radiali o addirittura, se si trovano, le gomme specifiche per veicoli elettrici, a bassa resistenza.
* I veicoli elettrici esistenti sul mercato hanno notevoli problemi per quanto riguarda il reperimento (ed il costo) dei pezzi di ricambio; i pezzi di ricambio del cinquino si trovano ancora facilmente, nuovi di fabbrica, a costi RI-DI-CO-LI. 60 euro la COPPIA dei fanali anteriori, 10 euro i fanali posteriori, 30 euro un “paraurti”, 200 euro una portiera COMPLETA. Se qualcuno ha rotto recentemente lo specchietto laterale di una piccola auto cittadina capirà cosa intendo. Bene.

...

E’ nato il blog che inizierà a organizzare il lavoro in divenire, sulla rete di potere gestito dalla politica, che però ha influenze enormi sulle economie locali.

Quali reti di rapporti esistono tra politica e società economiche, società ex-municipalizzate?

Come possono influenzare la vita di tutti i giorni?

Come possono influenzare il consenso?

Questo progetto l’ho fatto nascere all’interno del Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Firenze, e oggi abbiamo dato voce a questo progetto tramite il blog apposito: mappadelpotere.wordpress.com

Il progetto prevede al costruzione di un laboratorio reale e virtuale di persone che interconnesse tra di loro, che portano avanti una ricerca, a livello giornalistico di inchiesta, sui vari rapporti che esistono tra politica e economia, gestione delle risorse pubbliche, ex-municipalizzate.

Questo gruppo esiste già, e lavora intorno ad un progetto di “Informazione Libera” nato nel febbraio 2006, sempre con il gruppo di Amici di Beppe Grillo di Firenze. Da questo progetto in questi 3 anni siamo riusciti a far nascere un giornale online e cartaceo, il GrilloNews.com, una televisione online, AntenneAttive.org, un bimensile di inchiesta il T.A.V. Trenta Articoli Veri.

Chi è interessato quindi scriva pure qui un commento e si unisca a noi, perchè il lavoro da fare è tantissimo e abbiamo bisogno di essere in tanti.

Andrea Tj

Inizialmente  la diffusione di latte a Firenze, era perpetrata ad opera di contadini direttamente in stalla o a domicilio che possedevano pochi capi di bestiame, recipienti e misurini. Nel 1934 la municipalità di Firenze costituisce tre Consorzi per la conservazione e la distribuzione del latte fresco in corrispondenza alla crescente richiesta di una cittadinanza in continuo aumento. Nasce così, la base per la realizzazione di un unico stabilimento centrale per la produzione del latte. Nel primo dopoguerra, grazie alla determinazione del nuovo sindaco Giorgio La Pira, si costituisce il Consorzio per la centrale del Latte di Firenze SpA, il cui capitale sociale era di 5.250.000 lire, rappresentato da 5.250 azioni, suddivise tra il Consorzio Agrario (2.500), la Cooperativa Latte e Derivati (2.500), la Cassa di Risparmio di Firenze (125) e la Banca Nazionale del Lavoro (125).

Sono tre i principi di riferimento a cui La Pira si ispira per la fondazione del Consorzio:
- Presidiare la qualità e la salubrità del prodotto
- Incentivare lo sviluppo della zootecnia locale offrendo, garanzie e supporto economico agli allevatori del territorio
- Adeguare l’Azienda alle sfide del mercato
Nel 1954 si da via alla produzione e nei futuri anni si arriva ad un monopolio del mercato, detenendo l’esclusiva nella raccolta, nella produzione e distribuzione del latte.
E’ intorno alla metà degli anni sessanta, che il Comune di Firenze decide di acquistare il 95% delle azioni in seguito al fallimento della Cooperativa latte e derivati, ma sarà nel 1983, con la fusione della centrale di Pistoia e l’acquisizione del Centro Latte Lucca del 1998, che si arriverà all’attuale composizione societaria.
Nel 2003 si tenta la vendita dell’Azienda, acquirente la Parmalat. Le motivazioni che spingono a questa scelta, sono dettate dall’obbligo di lasciare lo storico stabilimento di via Circondaria, per dare spazio ai cantieri della nuova stazione dell’Alta velocità, e quindi per la costruzione di un nuovo impianto. La vendita sfuma e la società sarà costretta ad affrontare le spese per la realizzazione di un nuovo stabilimento in via dell’Olmatello, tuttavia rimane sempre aperta la questione sulla vendita della società, questione rafforzata dalla finanziaria 2007 che obbliga gli enti locali a non assumere o mantenere, direttamente o indirettamente, azioni di società, non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali. Al momento, l’Azienda, non risulta tra le società finalizzate agli scopi istituzionali del Comune, non ci sono produttori di latte sul territorio comunale, e quindi è tutto rimesso nelle mani del consiglio che dovrà decidere entro giugno 2009. Sono stati cercati accordi con la Provincia, la Regione e la Camera di Commercio in questi ultimi anni, ma non si è raggiunto niente di definitivo; il timore è quello che arrivi una multinazionale e che faccia sfumare tutte le buone intenzioni del progetto, sulla incentivazione del territorio, sotto tutti i punti di vista.

La situazione attuale della Centrale del latte Mukki
Attualmente la Centrale del latte di Firenze Spa è posseduta dal Comune di Firenze per il 63% delle azioni, dal Comune di Pistoia per il 27%, dal Consorzio provinciale di Livorno per il 9,9%, dall’Ente Cassa di Risparmio e la Bnl, che entrarono alla fondazione del Consorzio del latte con 125mila lire nel 1951, per una quota azionaria dello 0,005% ciascuno.
Con un fatturato di 100 milioni di euro l’anno, il bilancio è stato chiuso nel 2007 in rosso con un deficit di 2,3 milioni di euro, confermando le previsioni del piano industriale 2007-2011 che prevede una parità nel 2009. L’azienda è sana, con 200 dipendenti, un indotto di 1.000 (sono 160 i padroncini che trasportano latte) e diecimila clienti (il 60% alla grande distribuzione), ha sempre prodotto utili e si trova a dover fare i conti con i mutui che ha acceso per costruire il nuovo stabilimento nell’area Mercafir di Novoli. L’indebitamento è di oltre 60 milioni di euro e grava sull’azienda con 3,8 milioni di euro all’anno, ma ha prodotto un aumento di capitale consistente e a portato l’azienda ad essere una tra le più competitive d’Europa.
Secondo il presidente Paolo Bambagioni sono tre i punti da affrontare ed integrare nel piano industriale.
Il primo riguarda una ricontrattazione dei mutui con gli istituti bancari per spalmare negli anni gli oneri, e rendere meno pesante le voci finanziarie sugli esercizi annuali
Il secondo riguarda una diminuzione del personale, per 28 posti lavoro, ereditati dalla chiusura degli stabilimenti di Pistoia e Livorno, con una mobilità già concordata con i sindacati.
Il terzo punto riguarda il costo delle materie prime: il costo del petrolio in aumento ed il costo del foraggio, sempre in aumento grazie al dirottamento dei contributi a favore della produzione di combustibile ecologico, grava sulla Mukki per 1,250 milioni di euro in più.

Da tutto questo si può dedurre solo una amara constatazione, i tre punti, che con tanto entusiasmo, Giorgio La Pira proclamò, si può dire che sono falliti tutti. Il primo, il presidio di un prodotto di qualità e salubrità, è fallito perché il latte, che subisce una serie di lavorazioni e compensazioni, ha assunto la caratteristica di un alimento sterile, con l’aggiunta di sostanze chimiche in qualche caso, ma di questo ne parleremo più accuratamente nel prossimo capitolo. L’incentivazione alla zootecnia, pure, visto che su tutto il territorio fiorentino, non esiste più una stalla e che, addirittura le stalle del Mugello, sono messe a rischio dal fallimento del progetto in vista di una effettiva vendita della Mukki. Il terzo punto, l?adeguamento dell?Azienda sul mercato, è in equilibrio precario, visto che dopo tanti anni di bilanci positivi, vuoi per una cosa o vuoi per un’altra cosa, sono arrivati i bilanci in rosso.

Alessandro Ianini

Pubblicato da Grillonews.com

VideoArticolo 1 sulla Centrale del Latte s.p.a., azienda pubblica delle provincie di Firenze, Pistoia e Livorno, che è gestita con spregiudicatezza ai fini del mercato e non del territorio.

VideoDocg per
www.AntenneAttive.org

Dal Blog L’altra faccia della medaglia

Sabato 8 settembre, una giornata storica.L’Italia si riunisce, si mette in coda ai banchetti, discute dei politici condannati, forma enormi V umane che riempiono le piazze.Persone semplici, gente comune che, per la prima volta parla seriamente e concretamente di un progetto, di una legge da proporre in Parlamento.
Questo è riuscito a fare, Beppe Grillo, ad avvicinare la gente alla politica concreta e non alla solita chiacchera da bar che finisce sempre per incalanarsi in un vortice di offese al politicante di turno.Una gesto concreto, quello della firma, che ha coinvolto circa 300000 persone, quando ne bastavano almeno 50000.Poi, ha dato un grosso schiaffo di rivincita alla tv e alla radio, ai quali adesso, dopo l’evento di grande successo non è stato possibile fare a meno di commentare e mandare in onda filmati sulla giornata.
Un enorme segnale è stato quello del popolo della rete, dei blogger, che hanno fatto vedere a tutti(io temevo non sarebbe successo) che le parole ed i discorsi di protesta su Internet sono passati ai fatti concreti, all’azione, dimostrando che siamo un gruppo di persone serie e con personalità, dal momento che, al contrario di molta gente, passiamo ai fatti e non ci limitiamo alle parole e quando vi è la possibilità, chiamata V-day, ci mettiamo all’opera.
Un grazie a tutti noi ce lo dobbiamo dare e anche a chi è venuto a sapere di ciò da amici informati ed ha aderito al V-day.


Personalmente le sensazioni ricevute sono state quelle descritte ora sopra.Sono arrivato a Firenze con due amici, ai quali avevo reso noto la giornata del V-day, verso le 16.30 ed ho visto lunghe code ai banchetti, gente che leggeva, discuteva e ciò mi ha reso fiero e felice, perchè poter vedere persone che si interessano e si mobilitano per una cosa del genere è veramente soddisfaciente.
Abbiamo firmato e siamo stati ad ascoltare il collegamento da Bologna, ho scambiato due chiacchere con il capo del Meetup di Firenze e abbiamo raccolto i volantini con le varie informazioni.
Un pomeriggio diverso, unico che mi ha lasciato a bocca aperta, perchè penso che non lo avrei mai immaginato ed invece eccotelo là, un evento che, anche senza scetticismo, un anno fa nessuno avrebbe pensato.
Ma adesso che è successo, l’unico pensiero è continuare, sostenere e portare avanti tutto ciò perchè siamo soltanto all’inizio e ben presto qualcosa succederà.

IL MIO V-DAY
Per chi non sa ancora cos’è può andare qui:
Il mio V-day
Segnalatemi il vostro post “Il mio V-day, città” proprio come ho fatto io.
Così possiamo scambiarci idee ed esperienze della giornata.
Continuiamo il V-day, siamo solo all’inizio.

25 aprile 2008 Piazza S.Croce Firenze, dalle 10:00 alle 22:00.

26 e 27 aprile 2008 Piazza della Repubblica, Firenze, dalle ore 10:00 alle 22:00.

Libera l’informazione, ora , adesso !!!

Andiamo tutti nelle oltre 400 piazze d’italia e firmiamo per la Libera Informazione.

Mappa dei banchini

Blog con le informazioni sul referendum