Cercando su Internet finalmente ho trovato un prima conferma di voci che circolano segrete e non ribattute dai media fiorentini.

Augusto Marinelli accusato di nepotismo per aver “sistemato” il figlio Nicola?

Come mai i giornali e le televisioni non parlano di questo gravissimo fatto?

Posto che siamo garantisti e che uno è innocente fino alla condanna definitiva, mi sembra doveroso informare i cittadini di queste notizie piuttosto che riempirci di sciocchezze sul processo di Cogne piuttosto che di Garlasco , con tutto il rispetto alle famiglie coinvolte.

Andrea Tj

Ecco quà:

“..la Patanè ha scritto nel numero di gennaio sul giornale on line (www.ateneopalermitano.it) di cui è responsabile (ha il tesserino verde dei giornalisti pubblicisti) che due professori palermitani, SALVATORE TUDISCA, preside della facoltà di Agraria, e ANTONIO BACARELLA, ordinario di Economia agroalimentare della stessa facoltà, erano indagati a Firenze per associazione a delinquere e abuso di ufficio. I magistrati, è scritto sul sito, li accusano di aver “pilotato concorsi per l’assegnazione di incarichi di insegnamento universitario. Per i professori in questione è relativa all’accusa di aver favorito la vittoria a un posto di ricercatore di Economia agraria del dottor Nicola Marinelli, figlio del rettore dell’Ateneo fiorentino. Domanda lecita: ma una dipendente dell’Università può scrivere sull’università? Certo che sì. Può scrivere, eccome se può. Alla Patanè piace scrivere di Università. E l’Università non l’accusa, a leggere la smilza raccomandata dell’8 marzo scorso (prot. 4822) di aver divulgato segreti d’ufficio, non le contesta di utilizzare impropriamente la sede pubblica per attivare e sostenere interessi privati. No, stende questo rimprovero: l’articolo in questione è diffamatorio. A cui fa seguire la seguente improvvisa ma definitiva deduzione: “l’attività svolta dalla S. V. si ritiene incompatibile con lo status di pubblico dipendente”.

fonte: imgpress.it

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