Continuando nelle ricerche ecco quà da un articolo de “L’Espresso”.

buona lettura…

Andrea tj

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Prova statistica

Di nuclei familiari pullulano anche gli atenei siciliani, ma parentopoli non è solo una questione meridionale. Un professore di economia agraria, emigrato in California dopo avere tentato invano di vincere una cattedra in patria, si è tolto il gusto di una vendetta da Edmond Dantès. Usando la scienza: Quintino Paris con una lunga analisi statistica ha dimostrato come le nomine dei commissari fossero anomale. Il suo esposto è diventato la mappa con cui gli investigatori di Firenze si sono mossi negli atenei. Trovare la rotta è facile: basta seguire i cognomi. Così Nicola Marinelli, figlio del rettore, vince il concorso per un posto da esperto di economia agraria nella facoltà di medicina. Economia agraria a medicina? Che c’azzecca? Per il preside Gianfranco Sensini “è una scelta dettata da necessità di interdisciplinarietà”. E quando Sensini è stato poi accusato dai pm di Bari per un altro concorso, il rettore-padre gli ha rinnovato “piena stima”. Quanto all’indagine penale, il preside ha detto di essere tranquillo: “Mi metto a disposizione della magistratura”. E l’inchiesta sulla ’cupola di economia agraria’? Di stirpe in stirpe, si è imbattuta in Mario Prestamburgo, ex sottosegretario del governo Dini: lui è ordinario a Trieste, la figlia non lontano. Le Fiamme Gialle hanno sostenuto che si muovesse assieme a una vera e propria corte, con due vassalli più fidati e altri tre collaboratori: insomma, un vero barone. Una ricostruzione negata dall’ex parlamentare, che ha querelato gli accusatori.

Il magnifico dei magnifici

La Toscana è terra di proteste dure. E di tradizioni familiari. Martedì 16 con un gesto clamoroso il rettore Marinelli ha annullato l’inaugurazione dell’anno accademico contro i tagli del governo. Ai tempi della Moratti a guidare la rivolta c’era il suo collega di Siena. Anche lui con un figliolo in ateneo. Una vicenda che Piero Tosi, presidente dei rettori italiani, ha pagato a caro prezzo: un anno fa il gip lo ha sospeso dall’incarico. Scrive il giudice Francesco Bagnai: “Mentre Tosi doveva decidere se rispettare una legge dello Stato oppure violarla e contribuire così con un atto illegittimo a nominare il professor Caporossi a un importante incarico, quest’ultimo intanto si adoperava affinché il figlio del rettore salisse in cattedra”. E quando la grana rischia di scoppiare, si muove pure il direttore amministrativo dell’ateneo senese, “non tanto per convincere l’altro candidato a non presentarsi al concorso a cui partecipava Gian Marco Tosi, quanto piùttosto per spingerlo a non presentare denunce”. Ovviamente, oltre alle cattedre anche i panni sporchi devono restare in famiglia. E i meriti? Sono un’opinione. Che può venire travolta dal volere della ’cupola’ anche nelle gare per i centri d’eccellenza, come quella del Sant’Anna di Pisa. Commentava il solito primario Rizzon: “Qua è dura l’aria, perché noi stiamo bocciando il candidato loro che è il meglio…“. Lo stesso docente che magnificava la sua capacità di selezione mirata: “Fare giudizi in modo tale da fregarne tutti tranne uno o due non è facile. Io però ne sto uscendo fuori con una bella lingua italiana. Mi sto divertendo…”.

Fonte: “L’Espresso” del 18.01.2007

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