Ecco un articolo che ho scovato su web ed è molto interesante perchè parla del fallimento di un esperienza di rapporti tra Amministrazione cittadina (Roma), e Associazioni su ad esempio esperienze di rete tecnologica e mediatica con cui sviluppare democrazia telematica, discussioni con società civile eccecc.

di Stefano Minguzzi

Allo stato attuale la Rete Civica di Roma è solo un’espressione potenziale, ma nella sostanza siamo all’anno zero. Il documento in questione voleva essere lo strumento con cui dipanare gli attriti tra Comune e Associazioni, ma per troppa foga di tutelarsi si è giunti ad una specie di eutanasia. Il risultato più evidente dell’accordo è stato quello di rendere ottimale l’immobilismo e ciò è quello che è accaduto.

Il primo vero impegno era quello di sviluppare esperienze di democrazia telematica promuovendo aree di discussione aperte alla partecipazione di cittadini, associazioni, decisori pubblici.
In sostanza il newsgroup it.discussioni.citta.roma ha creato intorno a s� molto pi� interesse e una comunit� ben pi� attiva di quella presente sugli ex NG comunali (italia.roma.*). Ad oggi i NG comunali vivono a rimorchio del NG promosso dalla Rete Romana Autogestita. Nulla si � fatto in termini di coinvolgimento di decisori politici e associazioni all’interno di queste aree e se si esclude l’azione volontaria di qualche singolo (eventualmente membro di qualche associazione) l’esperienza della democrazia telematica non � nemmeno partita.
Colpisce soprattutto che oltre alla scomparsa gravissima del Comune di Roma da tutte le sue aree di discussione (sarebbe sensato pensare che l’ultim’ora presente sul sito possa venire perlomeno inviata via mail ai singlo NG) anche le Associazioni firmatarie sono per lo pi� sparite dalla scena telematica e non partecipano pi� a quasi nessun dibattito.
Esempio lampante � il parallelo fallimento di R.R.A., che dopo la creazione del NG si � spenta velocemente (senza riuscire ad agganciare l’esperienza del NG al webring)

Per quanto riguarda l’utilizzo sociale della Rete siamo ancor pi� lontani: nessun passo � stato fatto in questo senso. Se qualcosa si � mosso a Roma si � mosso al di fuori di qualsiasi contesto istituzionale. Un totale fallimento. Il Comune era evidentemente pi� preoccupato di tenere a bada le Associazioni piuttosto che programmare un reale sviluppo telematico della Rete civica. A questo proposito riporto i fini strumentali della Rete Civica segnalato ai tempi dall’Accordo:

– valorizzazione dei processi di conoscenza, scambio e collaborazione tra le diverse organizzazioni, secondo i principi di pluralismo, democraticit�, ripudio del razzismo e nel reciproco rispetto di differenti culture, etiche, religioni ed opinioni;
– attuazione dei principi di uguaglianza, di pari dignit� sociale dei cittadini e di completo sviluppo della persona umana e concorrere alla valorizzazione dei principi della pace, della diverse culture e della solidariet� fra i popoli;
– attuazione del principio di solidariet�, per affermare i diritti di tutti i residenti, anche immigrati, e superare gli squilibri economici, sociali e territoriali;
– affermazione del diritto alla cultura, allo studio ed alla formazione continua e permanente;
– completa attuazione dei diritti di cittadinanza e realizzazione delle pari opportunit� fra donne ed uomini;
– tutela e sviluppo delle risorse ambientali, territoriali e naturali e nella valorizzazione del patrimonio storico ed artistico;
– tutela dei diritti dei consumatori;
– superamento di tutte le forme di disagio sociale;
– promozione ogni forma di partecipazione democratica, di pluralismo, di promozione sociale e civile della popolazione, di progettazione e sviluppo della democrazia e dell’autogoverno nel nostro paese e all’estero.
In confronto la Costituzione italiana � un manuale pratico. Intendiamoci sono principi validissimi ancora oggi, ma il semplice elenco non pu� bastare sarebbe stato opportuno mettere subito dopo una serie di azioni preliminari da realizzare in tempi certi: questo non � stato fatto e il Comune, liberatosi dall’assillo delle Associazioni, si � defilato.

L’impegno che � sembrato essere maggiormente rispettato � stata l’offerta di una piattaforma informatica a disposizione delle associazioni operati nell’area metropolitana ed un impegno a fornire un servizio continuativo e tecnicamente affidabile. Il punto semmai � che in questo anno non si � registrato nessun aumento significativo degli aderenti alla Rete Civica, il che � sospetto se si pensa allo sviluppo della rete in Italia. Mancano d’altronde persino le informazioni online per accedere ai servizi della Rete Civica..

Chiusa questa prima fase programmatica (che di fatto lascia tutto molto astratto) si passa ad una seconda parte normativa, che � totalmente sbilanciata a favore del Comune di Roma. In questa parte il Comune si garantisce la non responsabilit� sui contenuti della pagine ospitate, l’obbligo da parte delle Associazioni di rispettare le norme stabilite del Comune stesso. Pare poi semplicemente ridicolo lo spazio di 5MB concesso dalla Rete Civica a fronte di servizi gratuiti di 15-20 MB.

Dulcis in fundo pare del tutto campata per aria la costituzione di un fantomatico Gruppo Cittadino (2 membri del Comune + TUTTI i partecipanti della RCR..) che avrebbero dovuto avere una apposita lista di discussione (di cui ovviamente non si sa nulla sul sito http://www.romacivica.net)

Concludendo pare evidente che il Comune voleva da questo Accordo soprattutto un consenso per eventuali azioni censorie a norma di legge. Questo obiettivo l’ha raggiunto tramite una serie di limitazioni scritte nero su bianco a ratificate da tutte le associazioni, d’altronde la controparte � stata del tutto teorica e sganciata da un qualsiasi impegno scandito nel tempo. Il risultato � stato il blocco immediato di qualsiasi processo inerente la Rete Civica non essendoci pi� la disponibilit� da parte dell’Istituzione di proseguire una contrattazione da parte sua senza scopo e non essendoci pi� accordi possibili tra associazioni troppo dissimili tra loro per poter definire un piano comune di azioni da realizzare. Mi pare evidente che il Gruppo Cittadino non ha avuto alcuna possibilit� di successo in quanto la sua stessa composizione lo indeboliva. Inoltre pare ridicolo creare un Organo consultivo e non definirne i compiti, i poteri e i campi di intervento.

Concludo sostenendo che l’Accordo ha funzionato alla perfezione, perch� nella sua stessa stesura c’erano gi� evidenti i punti critici che avrebbero impedito alla teoria di divenire pratica.

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