Comunicato stampa Unaltracittà/Unaltromondo
De Zordo: “C’è voluta la magistratura per capire i danni del Project”
Torniamo oggi a parlare del project Firenze Mobilità a causa dell’azione della magistratura che vuole vedere chiaro sull’aumento di 3 milioni di euro relativi ai lavori del sottopasso della Fortezza. Milioni che, beninteso, si doveva accollare il Comune. Bene ha fatto Gaetano Di Benedetto, responsabile del project, a dare le dimissioni; ma avremmo voluto che i guasti del Project ‘Firenze Mobilità‘ non fossero emersi per via giudiziaria, bensì attraverso le analisi critiche che da tempo sono state condotte; prendiamo atto che ancora una volta è la magistratura e non un confronto sui progetti nè una valutazione su vantaggi e svantaggi per l’amministrazione nel rapporto con i privati a determinare dei cambiamenti in questa città.

Se dovessimo spegare ai non addetti ai lavori cos’è il Project alla fiorentina diremmo che la ricetta è semplice: Firenze Parcheggi, società a prevalente partecipazione pubblica (leggi Comune di Firenze), gestisce tre parcheggi in città, e versa un canone a Firenze Mobilità, società a prevalente presenza privata (leggi banche e l’onnipresente costruttore Baldassini-Tognozzi-Pontello). I canoni però sono così alti che le entrate non sono sufficienti a coprirli, neppure nel caso dell’unico parcheggio che si riempie, cioè quello di piazza Beccaria; figurarsi per gli altri due.Quindi Firenze Parcheggi si indebita, mentre Firenze Mobilità riscuote puntualmente milioni di euro pubblici.

Eccolo il Project alla fiorentina: i rischi e le perdite vengono accollate al pubblico, i guadagni, garantiti anche da previsioni gonfiate, ai privati. Sempre i soliti. A dirlo finora eravamo in pochi. Ora però è la Procura che indaga sui tre parcheggi costruiti con lo strumento del project financing e stanno emergendo scenari da brivido. L’indagine riguarda le modalità del contratto ma anche le valutazioni dei costi aggiuntivi e dei mancati guadagni che i costruttori hanno dichiarato e fatto gravare sulle casse del Comune. Che si accingeva a pagare 10 milioni di euro, ora, apprendiamo, ridotti a 7, grazie all’approfondimento seguito dall’azione della Procura. E’ normale, sono le regole del project, affermava l’assessore al bilancio, ascoltata come testimone dai magistrati. Ancora più sorprendenti le parole utilizzate dal sindaco Domenici per togliersi d’impaccio dall’indagine della Corte dei Conti: “Con il project financing il Comune non realizza direttamente le opere né ne è il controllore.” Esattamente quello che avevamo detto noi; ma ci avevano risposto che il Project è uno strumento neutro. Dunque i casi sono due: o lo strumento non è neutro e finisce per tutelare sempre i privati (come sostiene un’autorevole scuola di pensiero) o l’amministrazione fiorentina non sa gestirlo. Ma allora perché nella costruzione delle opere pubbliche si ostina a prediligerlo? E con queste premesse come possiamo stare tranquilli per il Project delle linee 2 e 3 della tramvia?

per saperne di più:

http://www.unaltracittaunaltromondo.it/index.php?name=News&file=article&sid=521

Link utili:

Firenze Mobilità spa

Firenze Parcheggi spa

BTP Spa

CPF Costruzioni

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