(AGI) – Milano, 30 gen. – L’ultimo capitolo di una delle trame piu’ prolisse della storia giudiziaria di Silvio Berlusconi, quella che riguarda l’affare Sme, si “brucia” in dieci minuti.

Tanto basta al pubblico ministero Ilda Boccassini e all’avvocato Niccolo’ Ghedini per avanzare le loro richieste, e ai giudici per consumare una camera di consiglio ‘lampo’ e uscirne col verdetto. Prosciolto perche “il fatto non e’ previsto dalla legge come reato”: la sentenza sorride ai legali del Cavaliere, che avevano chiesto questa formula, meno alla “toga” da sempre rivale di Berlusconi sui terreni della giustizia. La Boccassini aveva domandato il proscioglimento per intervenuta prescrizione, ma il collegio, presieduto da Antonella Bertoia, non ha avuto dubbi: la legge sul falso in bilancio, voluta proprio dall’esecutivo dell’ex premier, ha depenalizzato la materia oggetto del giudizio.

fonte: http://www.agi.it/milano/notizie/200801301954-cro-r012791-art.html

Un Paese come l’italia dove se hai i soldi e un pool di buoni avvocati non vai in galera nemmeno se ammazzi qualcuno in diretta tv era impensabile che Silvio venisse condannato per reati di bilancio. Ma in questo post voglio sottolineare la grandezza di quest’uomo. Da esperto conoscitore di come vanno le cose, Silvio lo sapeva che tirando per le lunghe il processo il suo caso sarebbe caduto in prescrizione, ma il Berlusca è uno che non si accontenta, è uno che vuole tutto. Prescrizione è un termine che puzza, soprattutto ora che dovrebbe tornare al governo. Innocente è la parola che ci vuole vicino al suo cognome, e poco importa se la legge che lo assolve se l’è fatta da solo… fin quando compra giocatori come Kakà e Pato…

Per dovere di cronaca, dallo stesso articolo il commento di Ghedini e’ di contenuta soddisfazione. “E’ una sentenza che arriva in ritardo – dice – anche se la Procura e il Tribunale di Milano avevano fatto di tutto per evitarla”. Silvio Berlusconi era accusato di aver falsificato i bilanci della Fininvest dal 1986 al 1989 per creare la provvista necessaria a corrompere i giudici romani nella vertenza sulla compravendita della Sme, il colosso agroalimentare pubblico dell’Iri. Nel procedimento principale, Berlusconi era stato assolto in via definitiva dalla corruzione. Lo stralcio sul falso in bilancio aveva vissuto un’impasse determinata dal tentativo di far modificare la riforma dell’esecutivo di centrodestra da parte della magistratura, dapprima investendo della questione la Corte Europea, poi la Consulta. Nessuna delle due, pero’, aveva cambiato i contenuti della normativa e il processo, a lungo “bloccato”, era stato assegnato alla prima sezione penale per il verdetto piu’ scontato tra quelli che hanno coinvolto il Cavaliere. “La modifica del 2002 – chiosa Ghedini – era corretta e rispondente alle direttive comunitarie, come hanno detto anche i giudici europei e la Corte Costituzionale, per cui a Milano sono stati costretti a celebrare un processo che e’ finito come doveva finire”. (AGI)

fonte Credits: Ulisse

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