Negli ultimi mesi ho fatto diminuire il PIL. Di poco, ma l’ho fatto diminuire.

In economia si definisce come PIL (prodotto interno lordo) il valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all’interno di un Paese in un periodo di tempo, normalmente un anno. In un altri termini, il PIL misura tutto quello che un paese produce e consuma. Quando il PIL cresce, gli economisti parlano di crescita, quando scende o rimane fermo, di recessione.

Ecco perché ho fatto diminuire il PIL. Con mia moglie abbiamo deciso di comprare meno acqua minerale, e di passare all’acqua di rubinetto, soprattutto per diminuire l’impatto sull’ambiente di produzione, trasporto e smaltimento delle bottiglie d’acqua e del loro contenuto. Così, con una piccola scelta domestica, abbiamo diminuito il trasporto delle bottiglie d’acqua, la produzione delle bottiglie di plastica, l’imbottigliamento, la raccolta dei rifiuti e il loro riciclaggio.

Insomma, un bel po’ di PIL in meno. Secondo l’economia classica, il nostro benessere economico dovrebbe essere diminuito, mentre nella nostra vita non è cambiato niente.

Ecco perché (forse) è il caso di ripensare a indicatori economici che misurino effettivamente il benessere di una nazione. Gli economisti hanno pensato a numerose alternative, a novembre dello scorso anno l’Unione Europea, l’OCSE e il WWF hanno dedicato ad un convegno su questo tema. Probabilmente nessuna delle alternative proposte sembra adatta a prendere il posto del PIL; non l’Indicatore del Progresso Reale, né la Felicità Nazionale Lorda e neppure l’Indice di Sviluppo Umano. Probabilmente, ci vorrebbe un indice chiaro e oggettivo come il PIL, ma meno legato al concetto di “quanto abbiamo aumentato” ma piuttosto al concetto di “stavamo meglio prima o stiamo meglio adesso”.

Naturalmente, nella politica italiana, tutto questo dibattito passa praticamente sotto silenzio, quando invece è decisivo del modello di sviluppo che vogliamo adottare e ha dirette conseguenze sulla vita di tutti i giorni.

Io comunque sono per la Felicità Nazionale Lorda.

 

credits:

http://dirittieingiustizie.wordpress.com/2008/03/25/come-ho-diminuito-il-pil/

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