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Dopo il fenomeno iPhone il mercato della telefonia mobile potrebbe essere scosso da un altro terremoto ad alta tecnologia: Google ha un asso nella manica e pare lo giocherà tra poco, entro due settimane secondo il Wall Street Juornal.

Quale sia la carta vincente però non si sa: sarà un vero e proprio GooglePhone, la risposta di Mountain View a al Melafonino? Questa pare l’ipotesi più remota; probabile invece che la rivoluzione arriverà attraverso una formula innovativa per la veicolazione dei servizi che hanno fatto di Google il re della Rete. Quello che vedete nell’immagine in apertura è frutto della fantasia della Rete: Google Phone sarà un software o piuttosta rappresenterà l’arrivo di Google nel mondo dei carrier telefonici, come spiega ICT Watch.

Si fanno inoltre insistenti le voci secondo le quali Google sarebbe prossimo al lancio di Open Social, un Social Network tutto suo, un prodotto che amplificherebbe i già onnipresenti servizi della società di Page & Brin nella dimensione sociale; sommiamo anche il GooglePhone, ed ecco che Google è davvero ovunque.

Ma per sapere la verità bisogna aspettare, sapremo tutto – se il WSJ ha ragione – tra due settimane: Cellulari ad Hoc infatti sottolinea che ancora una cosa non è certa ossia se la novità si tradurrà in un dispositivo fisico, magari realizzato da uno dei prolifici costruttori orientali, o in un concetto, un’idea, una piattaforma aperta di cui potenzialmente milioni di dispositivi potrebbero usufruire per avere posta elettronica, mappe mondiali (magari con GPS integrato), ricerca in Rete, video (con YouTube) e molto altro. Un progetto a dir poco destabilizzante per il mondo della telefonia che ha nella comunicazione mediata da computer, gratuita, il suo avversario principale. Rientra in questa ramificazione della mobilità anche il recente accordo tra 3 e Skype da cui è nato 3 Skypephone, prodotto che ci tocca in prima persona in quanto commercializzato in Italia a paritre dalle prossime settimane.Non resta che aspettare e prepararsi al terremoto Google; per approfondire vi consigliamo i post di ICT Watch, Cellulari ad Hoc e l’archivio di Blogosfere High Tech che ha seguito la vicenda fin dalle prime voci.credits by: HighTech
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