Sul sito della Eurozev tutto quello che c’è da sapere su come montare propulsori elettrici e batterie su auto d’epoca di ogni tipo.
Trasformare una vecchia 500 in auto elettrica? Ecco come
di FEDERICO PESCE – 23 gennaio 2008

[La Fiat 500 elettrica]

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Trasformare una vecchio cinquino in una efficientissima auto elettrica a zero emissioni? Niente di più facile. E basta fare qualche click nel sito www.eurozev.org, per avere anche un paio di consigli su come aggirare gli ostacoli che si frappongono alla sua omologazione e messa su strada.

Eurozev è infatti un’associazione senza scopo di lucro nata per promuovere la conversione dei veicoli con motori endotermici in veicoli elettrici, in modo particolare veicoli euro zero. Dopo tante battaglie – fra cui quella di sei mesi fa quando espose davanti a Montecitorio mentre si discuteva l’emendamento per la “liberalizzazione della conversione alla trazione elettrica dei veicoli circolanti”, una vecchia Cinquecento blu trasformata in un auto elettrica, – ha deciso di pubblicare sulle proprie pagine web una sorta di vademecum alla realizzazione dell’opera.
Tanto per cominciare si può realizzare il proprio cinquino elettrico e farselo omologare alla sede Italiana del TUV (Ente di certificazione tedesco) per poi immatricolarlo con targa tedesca ed infine ri-importarlo in Italia, il tutto ad un costo di alcune migliaia di euro, si legge nel sito. “Oppure, come ho deciso di fare io – scrive l’ideatore di Eurozev Pietro Cambi – creare una associazione ad hoc, di realizzazione, collaudo e sperimentazione nel settore dei veicoli elettrici, farsi rilasciare una targa prova, assicurarla (costosamente) e circolare in via provvisoria, facendo tutte le possibili pressioni perché il nostro legislatore si dia da fare”.
L’unica prescrizione è quella di avere una certa capacità/conoscenza nel settore “elettrotecnico”. La principale complicazione, che è l’adattamento del motore elettrico al vecchio cambio è facilmente affrontabile da una delle tante ditte che fanno adattamenti meccanici, flange riduttori etc. Il cambio del cinquino, infatti è elementare e leggerissimo ed assorbe una quantità ridicola di energia, lasciandolo si possono utilizzare motori elettrici con meno coppia e maggiore efficienza.
Sui costi dell’operazione, la risposta è dipende. “Se siete dei fissati del recupero/riciclo, dei fissati del bricolage elettrico, avete tempo e pazienza a volontà e infine riuscite, in qualche modo, a farvi immatricolare il trabiccolo, potrebbe costare un paio di migliaia di euro (meno se siete cosi bravi da farvi un controller da soli, riuscite a cannibalizzare il motore di un ascensore dimesso, trovate quà e la i componenti elettronici e riuscite ad assemblarli senza finire arrostiti/fulminati etc. etc). ”
Più probabilmente, si va da circa 5000 euro per un buon retrofit fatto nel garage assemblando pezzi e componenti elettrici con un nome ed un cognome a circa 12.000 euro con componenti di buona qualità e di marche note e batterie “esotiche”, al litio-polimeri (come il cinquino), litio ioni, Zebra, Nichel Idruri etc.).
Se poi non si fa da se a questi costi vanno aggiunti quelli dell’assemblatore, che, mediamente, impiegherà una settimana di lavoro. E’ bene chiarire che questi sono i costi per un prototipo, costi che calano rapidamente se si realizzano numerose conversioni l’una uguale all’altra, questo essendo appunto lo scopo statutario della neonata EuroZev.
E’ anche importante chiarire come, a parte le batterie, il resto delle componenti della conversione sono un acquisto una tantum: un motore elettrico ad induzione ha un rating di circa 100.000 ore di durata, che in città si possono tradurre in circa 3.000.000 di Km. La revisione del motore consiste, in pratica, nello smontaggio e nella sostituzione dei cuscinetti, qualche ora di lavoro. E poi via per altri 3.000.000 di km. Insomma la conversione elettrica di un veicolo endotermico richiede anche la conversione (per meglio dire l’abbandono) delle idee e dei concetti che ci sono familiari quando pensiamo alle auto tradizionali.
Niente più tagliandi, filtri dell’olio, candele, iniettori, radiatori, marmitte catalitiche. Il costo iniziale della prima conversione verrà ammortizzato, rapidamente, dal risparmio nella circolazione (i veicoli elettrici sono efficienti circa tre volte in più di un veicolo con motore endotermico e circa sei volte di più in città), nel bollo (esenzione quinquennale) nell’assicurazione (50%) nella manutenzione e riparazione (circa 600 euro/anno) etc. etc.
Le conversioni successive potranno essere fatte, semplicemente, trasferendo la componentistica elettrica su un’altra autovettura, con costi frazionali rispetto alla prima.

pubblicato dal blog

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