La mano della ‘ndrangheta sul voto degli italiani all’estero. E’ questa la sconcertante ipotesi sulla quale sta lavorando la Dda di Reggio Calabria, che si è imbattuta in una intercettazione nella quale si fa esplicito riferimento alla possibilità di “controllare” cinquantamila voti, in cambio di una contropartita in denaro di 200 mila euro. I magistrati reggini avrebbero ascoltato una conversazione tra esponenti della cosca Piromalli ed un noto parlamentare siciliano candidato al Parlamento Italiano. Nell’inchiesta, oltre il politico di cui non si conosce nè il nome nè lo schieramento di appartenenza, è coinvolto un uomo d’affari, Aldo Micciché, da tempo residente in America Latina.
 
 

 

 

 

Così La Repubblica di oggi spiegava le voci circolate circa un’inchiesta su un presunto tentativo di comperare i voti degli italiani all’estero indirizzandoli in una certa direzione.

Per tutto il giorno la curiosità di giornalisti, politici ed elettori si è concentrata sul nome del parlamentare che sarebbe stato intercettato mentre trattava l’acquisto dei voti.

Ora sempre Repubblica.it spiega che si tratta di Marcello Dell’Utri del Pdl: quello che voleva riscrivere i libri di storia e quello – innocente fino a prova contraria, naturalmente… – che esaltava l’eroe Mangano.

pubblicato da PolisBlog

Annunci