DA PARTE DI ALFONSO NAVARRA – AD ALEX ZANOTELLI E AI CATTOLICI DI BASE
(18 luglio 2007)

Caro Alex (Zanotelli), bellissima la tua lettera.

Bisognerebbe aggiungere un punto: la tua Chiesa dovrebbe tirarsi
anch’essa fuori dal business dei rifiuti. La cava di Chiaiano, di
proprietà dell’Arciconfraternita dei Padri Pellegrini, quindi della
Curia napoletana, non deve essere messa a disposizione di Bertolaso
perchè possa farci la sua discarica. Stiamo parlando di Chiaiano, oggi
il luogo simbolo della resistenza per i “rifiuti-zero” e punto
nevralgico in cui la logica repressiva tenta lo sfondamento nei
confronti di quello che la stampa chiama il “Partito del NO”, e che è in
realtà l’alternativa civile dei movimenti di base. (Non è per nulla
casuale Il riferimento al decreto che fa delle discariche “aree di
interesse strategico” da presidiare con l’esercito e che prevede 5 anni
di carcere per i promotori delle proteste: ad esempio un certo prete che
gira sempre con la sciarpa arcobaleno intorno al collo).

Un dispaccio dell’ADN-KRONOS, riferendo dell’occupazione del Duomo di
Napoli da parte dei Comitati in difesa delle cave di Chiaiano e Marano,
attacca così:
“Da qualche tempo il Duomo di Napoli sembra diventata la ‘casa’ di
disoccupati, sfrattati e altri diseredati”.
Ti vedo ridere da sotto i baffi: magari fosse! La Chiesa non dovrebbe
forse essere la “Casa degli ultimi?”. Ed invece – per quanto ne so – usa
il suo enorme patrimonio immobiliare (il 20% della “ricchezza” nel
settore, pare) al pari degli altri protagonisti della speculazione
edilizia e fondiaria.
Il dato del 20% lo traggo da un’inchiesta del settimanale “Il Mondo”
(11-5-2007), firmata da Sandro Orlando, ripresa in TV da “Annozero” di
Santoro.
Il Vaticano, inteso come “Palazzinaro”, secondo la citata inchiesta
possiederebbe “un quarto di Roma”.

A Milano, dove vivo, circa la metà delle case sfitte (90-100.000) fanno
capo a società controllate o satellizzate dalla Curia.
Fossero date in locazione a prezzi equi (facciamo il 15% dello stipendio
medio di un lavoratore?) il mercato degli affitti verrebbe
rivoluzionato. Potrebbero essere sistemati tutti i 20.000 che nel
2007hanno fatto richiesta all’ALER di un alloggio popolare. Altri dati
su Milano: 11.000 richieste di sfratti esecutivi, oltre il 50% per
morosità. Alloggi pubblici disponibili per la risposta: circa 1000. Solo
600/700 gli alloggi di nuova costruzione programmati entro il 2010.
I banchieri certo si scoccerebbero alquanto per gli “affitti sociali”
perchè si vedrebbero ridotto il valore del loro patrimonio immobiliare,
al momento più che gonfiato.
Ma quale deve essere il punto di vista di chi intende, per
responsabilità specifica ed essenziale, annunciare la Buona Novella agli
uomini (e alle donne)?
Quello del “diseredato”, che si preoccupa di conciliare il pranzo con la
cena, magari sotto un tetto e non sul lastrico; o quello del “cattolico”
presidente di Banca Intesa, che persegue il profitto con il commercio
delle armi?
(A dire il vero, Bazoli avrebbe annunciato di voler cessare le
operazione finanziarie dell’export bellico, ma i criteri modificati di
fresco della Relazione governativa non permetteranno di verificarlo).

Papa Benedetto XVI ha rivolto un appello ai “grandi” del G8: “Occupatevi
dei poveri e dei deboli! Occorre rilanciare un equo processo di sviluppo
integrale a tutela della dignità umana.” Sante parole, è il caso di
dirlo. Magari risulterebbero più credibili se fossero applicate a sè
stesso, specialmente quando il Papa dice: “Il pane quotidiano non può
dipendere dalle speculazioni e dalle turbolenze finanziarie”. Questa
indicazione, a proposito dell’alimentazione necessaria, credo che sia
valida anche per l’abitazione necessaria, che deve essere sottratta alla
logica del puro profitto.
Ed è valida anche per il diritto ad abitare in un contesto ambientale
che non costituisca minaccia alla salute, per le donne, per gli uomini,
per i loro cari.
Il Papa ha ammonito i leader del G8 ad adottare coraggiosamente “tutte
le misure necessarie per vincere i flagelli della povertà estrema, della
fame, delle malattie, dell’analfabetismo, che colpiscono ancora tanta
parte dell’umanità. Mi unisco anch’io – ha detto Ratzinger – a questo
pressante appello alla solidarietà“.
Ecco, caro Eminenz (direbbe la Littizzetto), una piccola “dritta” al tuo
cardinale Sepe di Napoli sarebbe gradita. Del genere: “Figliolo, lascia
perdere i trenta denari, e tuteliamo la salute delle nostre “pecorelle”
di Chiaiano. Questa discarica non s’ha fare e, per quanto ci compete,
non la lasceremo fare”.

Molte persone che conosco appartengono alla categoria degli
anticlericali incalliti.
Sono indignati per l’eccessivo finanziamento pubblico alla Chiesa. E’
facile sentirli fare questi discorsi “arrabbiati”:
“Io li caccerei via tutti sti pretacci… Con quello che ci costano ogni
anno tra 8 per mille di cui solo il 30% va alle iniziative tanto
pubblicizzate, il resto al mantenimento del clero, l’evasione fiscale
(vi pare che il clero paga tasse per gli introiti che ha?), per l’ICI
che non paga e tante altre cose.
Stando ai dati, se non ci fosse la Chiesa Cattolica in Italia a
ciucciare risorse, le tasse ai cittadini potrebbero essere DIMEZZATE”.

Guardiamoci dritti nelle palle degli occhi, caro Alex: hanno proprio
tutti i torti? Datevi da fare, voi, costruttori del Regno, operatori di
pace, per smentirli !!!
Questo è affare vostro di credenti, ancor più, da praticanti: non di noi
atei o agnostici.
A noi, donne e uomini di buona volontà, cristiani, ebrei, buddisti,
musulmani, o credenti in altro, resta il titanico compito di contrastare
l’Impero del denaro in tutte le sue espressioni.
Senza guardare in faccia a nessuno.
Alfonso Navarra

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