Dal suo blog

Ho deciso di ufficializzare la mia candidatura alle elezioni primarie che sceglieranno il nuovo segretario nazionale del Partito Democratico. Una scelta che può sembrare folle, sconsiderata, scellerata. E forse un po’ lo è. Ma non è un gioco, quello no. E’ una decisione di cui sono fortemente convinto e motivato, che nasce dall’indignazione per come pochi caporali abbiano portato al disastro una realtà politica che poteva davvero cambiare il mondo dei partiti in Italia. Una scelta che nasce dalla rabbia di assistere inerme ad un governo che Beppe Grillo giustamente definisce “Veltrusconico”, nato e cresciuto in nome del compromesso, dello scambio sia politico che morale. Un eterno “do ut des”, un ciclico accettare il male minore, la legge meno peggio. Un gioco delle parti indegno dei milioni di persone che battezzarono qualche anno fa la nascita del Partito Democratico. Io voglio sfidare questa gente, voglio parlare a quei milioni di uomini e donne che amano la politica, che la fanno a loro spese, con coloro che ogni giorno lottano nei loro paesini, nelle loro sezioni per portare avanti gli ideali che i loro caporali hanno dissipato in pochissimo tempo. Mi sono tesserato (e la manterrò fino alla fine di questa “corsa”) per dimostrare che io non gioco, che voglio prendere parte a questa nuova sfida e per dimostrare se i sogni si avverano raramente, quando lo fanno cambiano la Storia. Il sogno è quello di trasformare il Partito Democratico in un partito che sia finalmente e sfacciatamente antiberlusconiano e radicatamente e profondamente antimafioso. Due pilastri che il Pd di oggi ha completamente demolito. Con la retorica del “dialogo costruttivo” i consensi del Pd sono passati da oltre il 30% ad appena il 20% che gli ultimi sondaggi gli affibbiano. Colpa di scelte non condivise, punite dalle persone che avrebbero voluto un segretario, dei dirigenti che raccontassero all’Italia davvero chi è davvero Silvio Berlusconi e come ha fatto ad arrivare su quella poltrona, e cosa c’entra lui, per esempio, con le stragi del 1992 in cui morirono il giudice Falcone ed il giudice Borsellino. “La gente sa tutto su Berlusconi” ha dichiarato da poco il segretario pro-tempore Franceschini. Un’affermazione che la dice lunga sul futuro di questo partito e su quanto abbiano capito questi caporali dei loro elettori. La gente li ha puniti per quelle candidature indecenti ammesse nelle liste blindate, come quella dell’amico del mafioso Bevilaqua di Enna, Vladimiro Crisafulli, e per quelle censurate, come il niet posto alla ricandidatura del professor Dalla Chiesa e quella quasi cassata di Beppe Lumia. E nonostante questa emorragia di elettori, di iscritti, nessun segnale, mai nessuna scusa. Ho deciso quindi di provare a cambiare le cose. E ho solo due armi. La fiducia in me e nelle mie capacità e quella negli elettori del Pd e in quelli che lo diventeranno. Spero bastino per riuscire a prendere in mano un partito e per cambiare radicalmente rotta. Se non ci riusciremo potremo dire di averci provato. Ma se ci riusciremo vi prometto una sola, semplicissima cosa: vi ridarò in mano un partito che rispecchierà ognuno di voi, un partito pulito dove chi sbaglia paga subito e non dopo i processi, un partito che onori i suoi predecessori che parlavano di morale oggi umiliati da chi parla di scalate bancarie. Vi ridarò un partito che vi hanno scippato e poi venduto in virtù di meri giochi di potere. Io ci credo davvero, e voi?
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