Oggi vi voglio scrivere di un personaggio che ho conosciuto, un fratello che ho conosciuto in Terra Futura, la kermess di buone pratiche che si è tenuta a Firenze, lo scorso fine settimana, 29-30-31 maggio 2009.

Ho intervistato Olivier, e potete vedere la sua intervista sul blog VideoDocg a questo link.

Girando per gli stand, nel cortile davanti ai padiglioni, mi sono imbattuto in una scena di teatro che andava in azione tra i passanti incuriositi, senza scenografia, senza paramenti e costruzioni visive, i personaggi tramite la mimica e il linguaggio ricostruivano anche le scenografie.

Mi ha colpito perchè mi ricordava il teatro itinerante, fatto tra gli spettatori, con infiltrazioni nel pubblico da parte dei protagonisti. La cosa che però qui, mi ha colpito di più, è che i protagonisti non sono attori che si preparano per mesi e studiano un testo preparato in anticipo, ma volontari e cittadini che un pò sullo stile del teatro di improvvisazione, mettono in atto una scena con una trama sociale, educativa e che cerca di coinvolgere gli ispettatori nella scena successiva.

Mi ha colpito perchè è un modo di fare teatro interattivo, divertente, creativo e fa riflettere su alcuni temi sociali, con contaminazioni che poi vengono dal pubblico, i risultati potrebbero essere curiosi ed inaspettati.

Pensare ad esempio Olivier che con 3-4 “artisti” decide una trama di una scena, che abbia un risvolto sociale legato allo sviluppo sostenibile, impostata da una sua idea e da un suo punto di vista, interpretata nella maniera del teatro d’improvvisazione da parte del punto di vista degli attori e ripetuta in un secondo atto con l’apporto del pubblico e del loro relativo punto di vista. Un sistema iterativo che potrebbe dopo alcuni giri di ripetizioni e contaminazioni, dare davvero risultati sorprendenti.

Vi metto qui il video sia dell’intervista ad Olivier che una scena andata in atto a Terra Futura 2009.

Per informazioni www.parteciparte.com 

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