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600 Festa Creatività 2007 072Sabato 7 novembre alle ore 22:30 circa in piazza Santa Maria
Novella, si è verificato un nuovo episodio di intolleranza da parte di alcuni tassisti fiorentini nei confronti della attività di promozione della mobilità sostenibile svolta da alcuni giovani fiorentini. Un conduttore di risciò è stato fermato e trattenuto – di fatto “sequestrato” in strada – per circa un’ora da non meno di sei tassisti fino a che non è intervenuta una pattuglia dei Vigili Urbani – sezione polizia amministrativa – che arrivata sul posto chiamata dai tassisti stessi, ha successivamente contestato al pedalatore volontario di svolgere l’attività di “tassista abusivo” elevandogli una ingente sanzione amministrativa oltre la sanzione accessoria del sequestro del veicolo finalizzata alla successiva confisca! A nulla è servita la dichiarazione del pedalatore di aver noleggiato regolarmente il risciò che conduceva e di promuovere la mobilità a zero emissioni come volontario non chiedendo niente a coloro che salivano sul proprio risciò, salvo accettare eventuali mance solo se liberamente offerte.

Sì, proprio così a Firenze dove la nuova amministrazione ha fra i suoi obiettivi una maggiore vivibilità del centro storico e un forte impegno per una città sempre più ciclabile, dove si è chiusa al traffico dei veicoli a motore una larga area del centro storico con la recente pedonalizzazione di piazza Duomo… proprio qui a Firenze viene sequestrato un velocipede a tre ruote un cosiddetto risciò a pedali! Un mezzo che non inquina, non fa rumore.

Mentre a Roma in Parlamento la Camera dei deputati ha già varato una modifica al codice della strada per permettere lo svolgimento di servizi di N.C.C. con velocipedi, mentre sempre a Roma in comune si autorizza una locale cooperativa sociale a svolgere per 3 mesi rinnovabili un progetto pilota con i risciò a pedali, mentre in moltissime città europee ed estere (Berlino, Monaco, Barcellona, Parigi, Londra, New York, ecc…) la mobilità di persone e cose con velocipedi è considerata una preziosa risorsa per i centri storici congestionati e ormai sommersi dallo smog e dalle polveri inquinanti…qui a Firenze, nonostante qualcuno a sue spese tenti in modo semplice e trasparente di proporre i risciò a pedali, viene punito ripetutamente dalla Polizia Municipale.

I soggetti che promuovono l’uso dei risciò a Firenze non vogliono né svolgere una attività illegale né tantomeno porsi in alternativa agli indispensabili servizi di trasporto pubblico che ci sono ma vogliono offrire una opportunità nuova alla città, un modo diverso per muoversi in libertà all’interno del centro storico senza inquinare e senza far rumore, un modo nuovo ed efficace per abbattere le emissioni inquinanti e sperare in un mondo migliore.

fonte:http://informazionesenzafiltro.blogspot.com/2009/11/sequestrato-riscio-pedali-in-centro.html

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Microprogetti. Piccoli interventi per il risparmio energetico. Grande risparmio. In bolletta e in emissioni di CO2.

Cassinetta di Lugagnano come tutti i comuni ha un cimitero (purtroppo). Con centinaia di punti luce. Accesi 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

Grazie alla sostituzione di ogni lampada votiva a filamento da 5w con una lampada votiva a LED da 0,38 w sono stati ridotti i consumi di oltre il 90%.

Inoltre, la durata media di una lampadina ad incandescenza è di 1,5 anni, mentre quelle a LED durano 11-13 anni.

Il dato più significativo, che pongo all’attenzione di tutti gli assessori al bilancio, è questo: con un investimento di 2.000 Euro,  si ottiene un risparmio annuo di energia elettrica di € 2.253. Quindi l’ammortamneto dell’investimento è addirittura inferiore a un anno.

Mentre agli assesori ai lavori pubblici faccio notare che per almeno dieci anni non è più necessario mandare periodicamente l’operaio o il custode a sostituire le lampadine.

Piccoli progetti. Una goccia nel mare. Ma quanti cimiteri ci sono (purtroppo) in Italia?

Dal Blog di Domenico Finiguerra

Beppe Grillo sentito come testimone sui fatti del processo del crack Parmalat
intervista di sky tg24

 

—–

Eppur si muove direbbe qualcuno.

Ebbene sì oggi inaugurano, con tanto di fanfara pubblicitaria, la TAV.

Ma quanto è sicuro percorrere le gallerie TAV del Mugello su un treno veloce?

Pubblico qui un articolo di Idra, l’associazione che si occupa da tantissimi anni di documentare lo scempio TAV nel Mugello.

Le gallerie TAV demolite prima ancora che arrivassero i binari…

La sezione illustra le caratteristiche geologiche dei terreni attraversati da alcune gallerie TAV dell’Appennino, fra cui la “Galleria Firenzuola”, primatista nei guai idrogeologici TAV in Mugello, e le successive “Galleria Rinzelli” e “Galleria Morticine”.
In corrispondenza dell’autodromo Ferrari, gli scavi intercettano i sedimenti dell’antico bacino lacustre del Mugello, segnalati nel disegno dal colore azzurro.
Ebbene, qui il tunnel TAV è stato progettato e costruito senza armatura!
Qualcuno ha lasciato approvare ed eseguire tutto ciò fino al momento in cui si è reso necessario – a partire da febbraio 2005 – iniziare lunghi e complessi lavori di demolizione e rifacimento, progressivamente sempre più estesi. Durati circa due anni!
Vedi http://associazioni.comune.firenze.it/idra/27-1-’07.htm.
E prima ancora http://associazioni.comune.firenze.it/idra/24-11-’06.htm.
E prima http://associazioni.comune.firenze.it/idra/29-11-’06.htm.
E prima http://associazioni.comune.firenze.it/idra/23-8-’06.htm.

Idra ha chiesto alla Regione Toscana e ai Ministeri: chi ha pagato tutto questo?
Lo ha fatto al tempo del governo Berlusconi (http://associazioni.comune.firenze.it/idra/Esposto%2013-3-’06.htm), e di nuovo al tempo del governo Prodi (http://associazioni.comune.firenze.it/idra/Esposto%2022-6-’06.htm).
Nessuno ha mai inviato a Idra un qualsiasi documento dal quale risulti che i costi materiali, sociali, trasportistici e ambientali della demolizione e del rifacimento di circa 2 km di gallerie li ha pagati chi ha sbagliato la progettazione e/o chi ha sbagliato l’esecuzione dei lavori.

Ma qualcuno ha poi davvero … sbagliato?

Il saggio-denuncia dell’ing. Ivan Cicconi sull’architettura finanziaria della TAV sembra far propendere per un’altra pista….: http://associazioni.comune.firenze.it/idra/8-6-’06.htm.

E le conclusioni dell’indagine dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici non appaiono smentire, ma semmai confermare questa amara analisi: http://associazioni.comune.firenze.it/idra/24-6-’08.htm.

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fonte

La legge finanziaria 2008 ha varato il provvedimento che finanzia al 100% la realizzazione di mini impianti eolici e impianti a biomasse fino ad 1 Mw.
Oggi realizzare un impianto domestico di produzione di energia elettrica dal vento (micro eolico) può rappresentare una grossa occasione per milioni di famiglie.
L’impianto si ripaga da sè grazie a un premio (30 centesimi per 15 anni) per ogni kilowatt prodotto che è addirittura maggiore di quello stabilito per i pannelli solari che producono elettricità.
Grazie a questo finanziamento del conto energia eolico i cittadini che installano sul tetto o in giardino un impianto di questo tipo hanno energia elettrica gratis e un premio che è superiore al costo dell’impianto e del finanziamento bancario, senza dover tirar fuori un euro.
Si possono installare anche impianti eolici piccolissimi con pale di diametro inferiore ai due metri sostenuti da pali di qualche metro con una produzione massima di un kilowatt.
Il costo di un piccolo impianto eolico che produce un kilowatt all’ora varia dai 2.500 ai 5.000 euro.
Un impianto di un kilowatt è in grado di coprire il consumo medio di una famiglia composta da tre persone.
Anche il settore legato alla produzione di biogas da biomasse di origine agricola con impianti di piccola taglia (1 Mw) è molto interessante e rappresenta una grande occasione per gli agricoltori, le amministrazioni pubbliche e le aziende per la gestione dei rifiuti urbani.
Un esempio, dalla coltivazione di un ettaro di sorgo da fibra (ciclo colturale: aprile – agosto) si possono ricavare circa 12.600 metri cubi di biogas (metano).

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