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comunicato stampa

NO AGLI SCEMPI DI FINE LEGISLATURA
UN APPELLO DAI COMITATI

Davanti a una platea di oltre cento partecipanti si è svolta ieri sera alla Casa del popolo “Le panche” un’assemblea, convocata dai Comitati dei Cittadini di Firenze, nella quale sono state documentate le più inquietanti situazioni della città di Firenze. Erano presenti rappresentanti di numerosi comitati cittadini, di Un altra città un altro mondo, del Partito Umanista, dell’associazione “I Grilli” degli Amici di Beppe Grillo di Firenze, di Rifondazione Comunista, Mario Razzanelli, Costanza Geddes da Filicaia, delegata da Valdo Spini.

La vita a Firenze è per tutti sempre più difficile: grandi opere infrastrutturali inutili e mal progettate, cementificazione, distruzione del verde urbano, assenza di un piano generale della mobilità, espulsione di attività e cittadini dal centro storico, inquinamento atmosferico stanno impoverendo e soffocando la nostra città. Sono queste le conseguenze del modello di città sostenuto da chi ha amministrato la città in questi anni.

Alcuni di questi processi stanno avendo un’accelerazione in prossimità della scadenza del mandato amministrativo; E’ stato pertanto richiesto a tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale di sostenere una moratoria di fine legislatura che impedisca a questa Giunta di realizzare frettolosamente ulteriori scempi che recherebbero danni esiziali alla città e ipotecherebbero drammaticamente l’attività della prossima Amministrazione.

Vincenzo Ramalli del Comitato Popolare di Rifredi ha presentato l’iniziativa.

Sono poi intervenuti:

Giorgio Pizziolo, dei Comitati dei Cittadini (Una riflessione generale alla vigilia dell’approvazione del Piano Strutturale),

Ornella De Zordo, consigliere comunale di Un’altra città un altro mondo (Un caso esemplare: la vicenda della Multiplex di Novoli),

Massimo Cervelli, Cobas Regione Toscana (Aspetti dell’indebitamento pubblico. Il caso delle sedi della Regione Toscana),

Paolo Celebre, dei Comitati dei Cittadini (Nodo fiorentino Alta Velocità, Tramvia , mobilità a Firenze: le proposte alternative),

Mario Bencivenni, dei Comitati dei Cittadini (Elementi del problema casa a Firenze).

A conclusione, Franca Gianoni, del Comitato “San Salvi chi può”, ha presentato l’Appello per una moratoria degli scempi di fine legislatura (qui allegato).

http://files.meetup.com/206824/appello%20fine%20mandato%20nov%2008.doc

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CEMENTO METROPOLITANO:
ATTO FINALE

La vita a Firenze è per tutti sempre più difficile: grandi opere infrastrutturali inutili e mal progettate, cementificazione, distruzione del verde urbano, assenza di un piano generale della mobilità, espulsione di attività e cittadini dal centro storico, inquinamento atmosferico stanno impoverendo e soffocando la nostra città. Sono queste le conseguenze del modello di città sostenuto da chi ha amministrato la città in questi anni.

Questi drammatici processi trovano momenti di accelerazione in prossimità della scadenza
del mandato amministrativo.

Su questi temi
I COMITATI
INVITANO i cittadini a un confronto
MARTEDI 11 novembre
0RE 21.15
CASA DEL POPOLO “LE PANCHE” (Il “Campino”)
VIA CACCINI 13b
(Rifredi)
VINCENZO RAMALLI
Presentazione dell’iniziativa
GIORGIO PIZZIOLO
Una riflessione generale alla vigilia dell’approvazione del Piano Strutturale
ORNELLA DE ZORDO
Un caso esemplare: la vicenda della Multiplex di Novoli
MASSIMO CERVELLI
Aspetti dell’indebitamento pubblico. Il caso delle sedi della Regione Toscana
PAOLO CELEBRE
Nodo fiorentino Alta Velocità, Tramvia , mobilità a Firenze: le proposte alternative
VINCENZO SIMONI
Il punto sul problema casa
La città resistente: testimonianze di comitati, associazioni e singoli cittadini
DIBATTITO
FRANCA GIANONI
Appello conclusivo per una moratoria degli scempi di fine legislatura

Dal blog FirenzeinBici

La nuova gestione del Ministero dell’Ambiente mi pare molto diversa dalla precedente: più sobria e allineata alle decisioni, a volte opinabili, degli altri ministeri.
La questione di oggi è l’impegno  che l’Unione Europea si è presa per combattere i cambiamenti climatici. Dietro alla formula 20-20-20, la UE si è impegnata per il 2020 a ridurre del 20% le emissioni di gas serra, di aumentare la produzione di energia da fonti alternative del 20% e di ridurre i consumi del 20%: un impegno importante con ovvi obiettivi intermedi vincolanti per i Paesi membri (e senza obiettivi e penalizzazioni, chi ci si impegnerebbe?).
Da qualche giorno il nostro governo sta chiedendo di rivedere (al ribasso) questo impegno a causa della recessione e dei costi elevati (almeno così dicono) per il nostro Paese. Interviste rilasciate ad alcuni giornali tracciano una situazione di possibile distruzione dell’industria italiana a causa di questo impegno.

Io mi auguro, per me, per voi e per quelli che verranno dopo di noi, che non diano ascolto ai nostri governanti e che si vada avanti a tutta forza. Perché? Provate a fare un giro in centro: c’è gente in maglietta, bermuda e infradito, e siamo il 20 ottobre, non il 20 maggio. Cercate di ricordare quanti uragani si sono abbattuti sul golfo del Messico negli ultimi 2-3 mesi (e tutti con il fiato sospeso per la sorte delle piattaforme petrolifere, non per i poveri Haitiani).

Il protocollo di Kyoto è probabilmente un impegno troppo lieve per produrre cambiamenti in meglio, e ben venga la UE che porta avanti, unilateralmente, una simile decisione.
La difesa dello “status quo” produttivo è miope, perché guarda al subito e non al domani. Il petrolio, che lo voglia il governo o no, è destinato a finire, così come il carbone e l’uranio che, purtroppo, oggi è tornato di gran moda. Investire in nuove tecnologie e nuove fonti energetiche portano nuova ricchezza, senza contare l’occupazione generata per migliorare l’efficienza energetica degli edifici (dove si disperde gran parte dell’energia).
Per fare un altro esempio, la FIAT oggi vende il 70% delle auto benzina-metano che si immatricolano in Europa. Un auto a metano produce mediamente il 20% di CO2 in meno di una equivalente a benzina e fa risparmiare chi la usa: di chi sono gli interessi difesi dal governo?

L’onorevole Emerenzio Barbieri del Popolo delle Libertà, ci illumina con attento e scrupoloso lavoro su quali sono i problemi urgenti da risolvere.

La “questione urgente ed inderogabile”… la ristorazione per i Parlamentari della Camera dei Deputati.

…IL PROBLEMA è CAPIRE QUALI SONO I SERVIZI CHE ABBIAMO NOI RISPETTO AI NOSTRI COLLEGHI, ….FRANCESI , DANESI, EUROPEI…QUESTA E’ LA QUESTIONE

La ristorazione in certi giorni è davvero scadente!

“..Ma c’è anche una questione più politica!”

“alle riunioni internazionali, i senatori vanno in business e noi deputati in economica, ma non ritenete che sia una cosa da valutare questa ?” (min 4:29 del video NDR)

Poveri parlamentari, prendono 7-800 euro in meno dei Senatori, rischiano di impoverirsi! GRAZIE DELLA SUA AUDIZIONE ONOREVOLE BARBIERI!!

Camera dei deputati, Mercoledi’ 23 Luglio 2008

La rete sta evolvendo molto e soprattutto nel nostro paese, dove la diffusione e capillarità della presenza della connessione a banda larga, sta arrivando adesso ad una percentuale tale da coprire un alta fetta del territorio italiano.

In Italia stiamo vedendo solo adesso lo sviluppo che può avere il futuro, e questo arrivarci sempre in ritardo non ci aiuta nell’essere competitivi, ma non in termini solo di profitto, ma di sviluppo di idee e progetti per la società di domani.

Io sono nato e vissuto nella terra del rinascimento dove i mercanti astuti, avevano contatti con tutto il mondo, scambi, e cultura tali da voler sempre primeggiare, non solo nei profitti, ma bensi nell’arte, nella cultura, nelle scienze. Questo è un motivo che dà impulso più dei meri profitti.

Ora anche l’Italia sta vivendo con l’uscita dell’ IPhone della Apple che seguita dalle altre aziende che copiano il format, spingerà sempre più ad creare il trinomio uomo-cellulare-connessione personale portatile.

Ormai ogni persona sarà connesso 24h24, e dal suo cellulare presto potrà gestire la sua “connessione al web”.

Questo vuol dire che io posso seguire in diretta eventi in ogni parte del mondo, stare dentro in vari progetti, di divertimento, di studio, di lavoro, che si svolgono nel mondo, senza spostarmi da casa, o meglio mentre invece mi sposto, ma forse per andare al mare a fare un bel bagno, piuttosto che una passeggiata sui monti.

Quello che quindi cambierà da oggi in poi, sarà la concezione che ognuno di noi non sarà in rete col web proiettato da casa nel mondo, ma da se stesso a tutte le parti del mondo.

Perchè dico questo con un titolo che si rifà al blog?

Oggi tutti noi possiamo avere un blog, e con l’avvento di queste nuove tecnologie, potremo aggiornare il nostro blog costantemente, descrivere opinioni, fatti, eventi, paesaggi, in diretta da dove ci troviamo.

Possiamo fare video, foto e altro, e costruire dei contenuti che poi metteremo in rete web.

Ecco la sfida che io vedo e che dobbiamo raccogliere: <ognuno di noi deve/può costruire contenuti e metterli in “rete”>.

Ma quale “Rete” ?

Non solo e non più la rete web, quella di internet, quella che è la rete come mezzo.

Quello che possiamo e dobbiamo fare, è la rete di persone e di contatti.

Molte aziende di business stanno cercando di sfruttare questo concetto di rete, chiamato da loro “network sociale”, con cui sfruttano l’adesione di iscritti connessi alla loro piattaforma, cercando di dare loro servizi, ma facendo in modo che loro poi stiano dentro la piattaforma, in modo da sfruttare i proventi della pubblicità, le informazioni sui gusti, sulle preferenze, sui contenuti visitati sul web, per poter poi rivenderli alle aziende di marketing.

Ora qui noi abbiamo di fronte la sfida.

Credo che ora come mai, possiamo davvero fare rete dal basso, p2p, persona verso persona, e organizzarci, magari sfruttando proprio anche quelle piattaforme.

L’esempio del giornalismo dal basso che abbiamo intrapreso tre anni fà col GrilloNews.com,  và in quella direzione.

Ora dobbiamo essere forti di pensare e progettare all’interno del web2.0, il nostro modo di fare rete sociale, U2U, lo definirei io, umano verso umano, dove l’uomo è al centro della rete di rapporti.

In maniera trasversale, possiamo ognuno di noi fare parte di piattaforme e gruppi, ma avere il blog tematico, e gestire un blog allargato dove tramite i contenuti e le opinioni, possiamo costruire dei progetti aperti e condivisi così come nel software OpenSource.

Il GrilloNews.com, avendo il retroterra dei meetup, è un progetto pilota ,che credo ci servirà per testare le nostre capacità e creare le basi per sviluppare poi un progetto più aperto e meno “targetizzato”. Quello è un progetto di informazione che si lega all’attività dei mettup di Beppe Grillo, quindi con la funzione di informare localmente sulle attività che vengono svolte e le tematiche trattate, con accenni di informazione generica.

Magari il progetto a cui pensavo poi di arrivare al secondo livello, era un progetto di informazione di rete sociale. Costruita sempre u2u, trasversalmente dal basso, ognuno di noi potrebbe costruire la rete dell’informazione generica, non legata ai gruppi di Amici di Beppe Grillo.

Un progetto un pò più ambizioso che io ho chiamato I New You, io informo te, storcendo e forzando il significato inglese di news-notizia, in verbo informare.

Ecco che diventa fondamentale fare dei primi passi in 3-4 persone all’inizio e poi piano piano crescere e condividere, così come abbiamo fatto fino ad ora.

Il segreto del futuro sta nel fatto che crescere, lavorando a distanza e mentre uno può continuare  agestire le sue altre attività, sarà semplice e veloce.

Create i vostri blog, pubblicate i vostri articoli, imparate ad osservare e indagare, questo vi aiuterà ad essere interconnessi con la scoietà ed ad essere cittadini migliori. Costruite e strutturate, anche in maniera semplice, le informazioni, e rendetele disponibili in rete.

Questo ci permetterà di far fare i primi passi ad un cambiamento ed esserne attori.

Volete essere parte di ciò o stare a guardare?

Andrea Tj

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