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Nel 2007, (lo sò siamo nel 2008..), nella sessione del WordCamp di San Francisco, si è tenuto un dibattito molto interessante.

Blogs contro Giornalismo.

Vi traduco qui un articolo di una recensione , fatto da climbtothestars.org,

Queste sono le mie note di questa sessione. Possono essere imprecise. Controllate con le persone direttamente interessate che veramente ciò che hanno detto corrisponda alle parole qui riportate, prima di saltare su dalla sedia.
Grazie.

WordCamp 2007 John C. Dvorak, Om Malik, Mullenweg opaco

John C. Dvorak ritiene che non vi è alcuna differenza di sorta, ed ai blogger dovrebbe essere dato le giuste credenziali. I grandi media non prendono seriamente in considerazione i blogger, ancora.

* Steph-nota: mi ricordo di Dvorak dal 2002 e la kitty-teste.

Om Malik: ..blog hanno una diversa dinamica, non sostituiscono il giornalismo principale. Attenzione a non grumo di tutti i blogger nella stessa categoria.

JCD: Se i blogger copriranno Schifezze di notizie come “Paris Hilton’s ha perso PDA” o “Tom Cruise fa qualcosa di stupido”, faremo proprio come dei principali organi di stampa. Problema.”che cosa è questo tipo di pensare?”, questo è tuo pensare è il tuo post del blog.
Guida dei principali media sono come guscio di noci.Il mondo di blog verrà respinta dal mainstream perché sono un fastidio.

A un certo punto, JCD ha dovuto lottare per mantenere collegamenti a siti fuori nella sua colonna.
( “OMG! Se i link esterni vedono noi come schifezza, non saranno considerati , le persone che arrivano sul nostro blog ci vedono come schifezza!”)

OM: osservazioni possono essere buono / cattivo.
Caratteristica importante.Dovete assumere  cura dei tuoi commentatori.

Essi hanno dedicato del tempo sul tuo sito. Rispetto.

JCD: chiedendo ai lettori di riempire gli spazi vuoti della tua storia
Steph-nota: come sto facendo per il mio articolo 2002 Dvorak – molto interessante, tutta l’informazione è nel post, più i commenti.

OM: commenti sono ciò che rende di blog diverso da mezzi di comunicazione di massa, attingendo alle intelligenza collettiva.
Impegnarsi ogni singola osservazione.
Questa è la singola lezione più importante che ho imparato.

JCD: Hey, è possibile moderare i commenti senza uccidere il blog (JCD utilizza Spam Karma).

Alcuni commenti non contribuiscono molto ( “You suck!” Non è veramente molto da aggiungere la conversazione).

Raccomanda moderazione per assicurarsi commenti hanno valore.

Bisogno di una massa critica di lettori di avere abbastanza commenti.

La moderazione dovrebbe essere la responsabilità dell’autore del post.

In questo nuovo mondo, fate un post, queste osservazioni fanno parte del proprio lavoro come lo scrittore.

OM: si è impostato il tono.
Ci sono buone bar, lousy bar.
Persone a scegliere.

Steph-nota: giardinaggio blog è veramente importante.
Ciò che si accetta o non si accetta, influenzerà il modo in cui le persone agiranno con i commenti.

WordCamp 2007 Om Malik

JCD: anche bisogno di rilassarsi.Non una catastrofe nazionale, se le cose vanno in discesa nei commenti.
JCD è stato chiamato un idiota per 25 anni, ma è ancora lassù ;-).

M: è possibile votare i commenti.
JCD: non ama i commenti di rating, ad eccezione ristorante recensioni.
Steph-nota: non mi piace commento rating molto.

OM: Un trucco è quello di passare avanti da quello che ha scritto per 15 minuti prima della pubblicazione.

JCD: trucco del giornalista : leggere ad alta voce (davvero!) Perché le orecchie e gli occhi non funzionano allo stesso modo. Catturi un sacco di errori.

OM: In realtà, avete il vostro Mac e potete farlo rileggere di nuovo a voi.

Q Ben Metcalfe: “nessuna differenza circa blogger e giornalisti” – si potrebbe spiegare di più?

Giornalismo investigativo, tenendo conto del governo di pensieri… Più i grandi cose.
Se “sembra troppo come un blog”, si può perdere credibilità (la gente va “Ah, è un blog”).

Cfr. The Onion.

NYT ridisegnata dopo the Onion (contestato!)
Neo-blog di stile: credibilità va modo più alto, con lo stesso contenuto.
Alcuni vecchi modelli, diversi fiore, diversi rosa, posto per gatto fotografia… qualcosa di vecchio stanco Layout.

BM: E ‘davvero solo una questione di layout?
JCD: Ciò che sto dicendo è valida per le prime impressioni.

JCD: “citizen journalism”: costruzione artificiale.
Steph-nota: che cosa c’entra con Dvořák e gatti?

OM: Bloggers dovrebbe chiamarsi direttamente persona. Cercare di ottenere informazioni direttamente dal popolo.
Almeno si può dire che si è tentato di mettersi in contatto.

WordCamp 2007 John C. Dvorak

JCD: Forse prendere un corso di giornalismo così almeno si ha un indizio di come funziona, diffamazione e di studio del diritto, questo è importante (non è possibile chiamare la gente un “Coglione” per esempio, è possibile ottenere citato nel dimenticatoio – ” douchebag “, tuttavia, è OK!)

OM: In effetti, “douchebag” potrebbe anche avere un effetto maggiore nel dopoguerra.

La lingua inglese è meravigliosa, ha molti modi per descrivere la stessa cosa.

JCD: È necessario essere prudenti, e credo che i blogger non hanno avuto la lezione sulla diffamazione legge.
Non si desidera ottenere denunciato per un piccolo commento o qualcosa del genere.

OM: adozione di blog direttamente connesse con la penetrazione della banda larga
Steph-nota: non è sicuro che!

Ben Metcalfe: luoghi in cui i blog sta recuperando terreno, sono luoghi in cui non vi è davvero molto libertà di stampa (ad esempio Europa orientale, l’Iran – non necessariamente un sacco di blogging).
Mancanza di libertà di stampa è una correlazione più valido con la mancanza di banda larga.

OM: tanto blogs son orealizzati attualmente in Stati Uniti d’America, ecc

JCD: yeah, i paesi con un lousy libertà di stampa.
Non abbiamo una stampa libera.

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Ero a Malta alcuni giorni fà, sulla spiaggia a prendermi un bel pò di buon sole … che mi sono letto tutto il bell’articolo del magazine del Corriere della Sera.

Si presentava Current.tv, la televisione dei blogger, dell’era internet. Al Gore sarebbe venuto a Milano per aprire la sede italiana della sua televisione che usa i contenuti web fatti dai blogger.

Ieri finalmente è stato dato il via a questa esperienza, e devo dire che è affascinante, sapere che ci può essere un canale televisivo che trasmette su un canale Sky, i contenuti che dalla rete tutti possiamo inviare.

Si parla di televisione e democrazia in questi giorni, ma non vorrei che si abusasse di questi termini e valori, per proporre e diffondere un progetto come filantropico, quando invece è puramente commerciale.

Beninteso, la Current.Tv manderà circa il 30% del palinsesto con materiale e contenuto proveniente dal web.Ma resterà un targeting del suo fare business.

Si aumentrà la possibilità di fare televisione per tutti, indistamente, ma non è ancora chiaro come effettivamente si garantirà la salvezza dalla censura e quali i criteri precisi per la selezione del materiale da mandare in onda.

Non voglio, ripeto, dirne male, anzi io sono favorevole, ma vorrei che si cercasse di mantere i piedi per terra.

C’era e c’è già una tv che manda in satellite i contenuti del web, questa si chiama Arcoiris.Tv.

Non vedo molte differenze se non che dietro al progetto di Al Gore c’è il marketing fatto professionalmente, ci sono risorse, e mediamaker che lavorano bene sui visual, sulla grafica, sulla piattaforma.

C’è chiaramente un nome ingombrante che stà cercando di diventare il Guru del terzo millennio.

Bè per come siamo messi ora in Italia, è davvero una buona possibilità, una buona soluzione.

Spero però vivamente che noi blogger sapremo tirar fuori davvero qualcosa dal basso, qualcosa dal niente, qualcosa di veramente condiviso, di veramente 2.0

Tj

ps: ahh questo è il mio account su Current.tv

Ricevo e pubblico anche qui la seguente lettera.

LETTERA APERTA A MARCO TRAVAGLIO SULLA LIBERTA’. Di Paolo Barnard

Caro Travaglio, io ho le prove che tu non sei libero. Non mi dilungo, te le espongo in breve e ti assicuro che non sto parlando del fatto che, ad esempio, tu ti rifiuti di parlare di temi come il Signoraggio bancario, nonostante esso sia una piaga aberrante artificiosamente inflitta alla vita di ogni singolo italiano, che ne paga un prezzo altissimo.
No, Marco, parlo di altro. Tu non sei libero perché tu oggi sei una Star; perché sei in prima serata TV ogni settimana e proprio nel luogo dove secondo te ?? chi non ha il guinzaglio in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell?altro un suo guinzaglio ce l’ha?; perché sei lì anche tu, col trucco di scena, con i riflettori sparati su di te, col megaschermo dietro le spalle che amplifica il tuo verbo; perché giri l’Italia fra il tripudio dei fans club, che ti adorano; perché sei un’Icona. Tutto questo è Potere, è meravigliosamente forte, è oppio. Una volta assaporato, non se ne può più fare a meno. E allora Marco, quando dovesse capitarti di scorgere qualcosa che non va, e proprio nelle strutture che ti garantiscono quel Potere, quell’inebriante vivere, quel tuo oppio, e intendo una stortura, magari proprio del marcio, un’omertà, o la negazione di un qualsiasi principio morale o di un diritto, tu che faresti Marco? Lo denunceresti? Spareresti cioè un siluro alla base stessa delle fonti della tua inebriante fama? Li manderesti a gambe all?aria assieme a gran parte del tuo status di celebrity? Cioè svergogneresti e denunceresti chi ti trasmette e il loro megaschermo? Chi ti pubblica ogni parola senza fiatare? Chi ti amplifica nelle piazze dei centomila? Chi ti fornisce il tuo oppio? Oppure chiuderesti un occhio? E magari anche tutti e due? Perché lo sai bene come reagirebbero alla tua denuncia: sarebbe rancore, veleno, isolamento per te, cellulari che non ti rispondono più, inviti che non ti arrivano più, amici che, ops, non ci sono più, il tuo volto che scompare dagli schermi e dalla memoria.

Te lo dico io, caro Marco: tu li chiuderai gli occhi. E sai perché? Perché una volta assaporata la fama, lo stradom, e cioè il Potere, non se ne può più fare a meno. Dall’oppio non ci si stacca, dal Potere neppure. Tu non torni Guarino, Staiano, Ferrieri, e cioè uno per cui la TV è un oggetto del salotto, spenta più spesso che no, e non un palcoscenico fondamentale. Tu non torni uno da serate con 23 spettatori a chiacchierare pacatamente di un libro da 2000 copie se va bene, forse due autografi alla coppia di pensionati all’uscita. Tu non potresti più oggi vederti oscurato a 360 gradi e sepolto nella dimenticanza del grande pubblico. Non ce la faresti. E allora ti chiuderai gli occhi all’occorrenza, eccome che li chiuderai, e non sei più libero.

Io non so se ti è già capitato di abdicare così alla tua libertà e alla missione di libero informatore; forse sì, forse non ancora. Ma ti porto un esempio dove questo è già accaduto, accaduto a una persona a te vicina, che tu stimi, a un’altra “paladina” della libera informazione a mezzo stardom: Milena Gabanelli. Come te lanciata da quell’emittente pubblica dove, secondo le tue stesse parole, “ci può essere qualcuno che ha il guinzaglio ed è pure bravo, è difficile, ma non è escluso; la regola è comunque che ciascuno deve essere controllabile e ciascuno deve essere prevedibile, ciascuno deve avere qualcuno che garantisce per lui altrimenti sulla base delle proprie forze e delle proprie gambe lì dentro non ci si entra”. Come te adorata, presente sulle riviste patinate, premi a profusione, fama, tanta? oppio. Ebbene quando nel 2004 Milena Gabanelli si trovò a dover scegliere fra l’adesione al principio sacro della difesa della libertà di informazione, con i rischi tremendi che essa comportava per la sua fulgida carriera, o la difesa di quest’ultima, ella chiuse entrambi gli occhi, senza esitazione, né rimorso, né patema alcuno. E gettò alle ortiche la sua missione di “paladina” del coraggio televisivo, per assecondare proprio le fonti del suo Potere, della sua celebrità, del suo oppio. In collusione con l’editore RAI, partecipò a uno dei peggori casi di Censura Legale che si ricordi, e ancora oggi vi partecipa, ovvero un colpo al cuore della libertà d’informazione in questo Paese. Proprio lei.

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