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Pubblicato dal blog: lanciailsasso

Una storia che riportiamo. Fonte: http://www.italiachiamaitalia.net/

“Il giudice rimanda la decisione sulla scarcerazione del giovane accusato di traffico di droga e picchiato in cella. Italia chiama Italia ha sempre seguito con particolare attenzione i casi di detenuti italiani all’estero. Abbiamo parlato tante volte del caso Falcone e del caso Renda; ancora prima, ci eravamo occupati del caso Parlanti, e di molti altri ancora. Oggi portiamo l’attenzione di chi ci segue su un altro caso, che merita uguale importanza. Si tratta di un giovane cuoco italiano, arrestato alle Seychelles per traffico di droga, detenuto da undici mesi nel carcere locale. Lui si chiama Federico Boux, è un ragazzo torinese di 32 anni: l’accusa si basa su 6,6 grammi di eroina, che l’imputato sostiene siano stati piazzati nella sua automobile senza che lui ne sapesse nulla. Federico rischia trent’anni di galera. Ha il tempo di scambiare qualche battuta. L’inviato del Corriere della Sera gli chiede come lo trattano in prigione: “Male”, risponde lui, “si mangia da schifo. Per fortuna che da casa mi mandano ogni giorno il cibo. Si consuma seduti per terra come i cani. Non ci sono tavoli. Poi siamo mescolati detenuti in attesa di giudizio e condannati anche per reati gravi. Così ogni giorno ricevo assalti dagli altri detenuti. Mi frugano dappertutto, mi rubano le sigarette, i biscotti, il poco cibo che ho, se non mangio tutto in fretta. E’ un inferno”. E i secondini? “Stanno a guardare divertiti. Ora mi hanno messo in una cella da solo. Ma quando è l’ora del pranzo o della cena ci mescolano tutti assieme”. Il processo nel merito è previsto a metà novembre. Per ora ci sono state udienze preliminari ma quella di ieri è stata importantissima ed è durata più di un’ora. L’avvocato difensore, Basil Wao, ha presentato le fotografie pubblicate dal Corriere.it dove si vedono le percosse subite dall’imputato e ha chiesto che a Federico Boux fosse assicurato un trasferimento in tribunale. Ma non solo. Il legale ha fatto analizzare i 6,6 grammi di polvere trovata nell’auto del suo cliente e ha scoperto che l’eroina è solo il 30 per cento del peso, 1,9 grammi, cioè meno dei 2 grammi previsti dalla legge delle Seychelles per sostenere un’accusa pesante come il traffico di droga. La pubblica accusa, rappresentata dal procuratore Ronny Govinden, chiede che non vengano ammesse né le fotografie (“non sono state scattate da un’autorità e quindi non hanno valore”), né le analisi sulla polverina (“non è di alcun interesse conoscere la quantità. Sempre di traffico si tratta”). Interrogato dal giudice il ragazzo è molto chiaro. La disperazione lo rende lucidissimo. Racconta minuziosamente i pestaggi in carcere, l’ultimo il 29 giugno, le molestie, le angherie. Poi indica un secondino: “Ecco lui è l’unico che mi aiutato”. Quando il giudice lo blocca (“grazie, ma non entriamo nei dettagli dell’assalto”), il difensore insorge: ”Eccellenza, non possiamo chiudere gli occhi davanti a quanto accaduto. Occorre tirarlo fuori dal carcere”. “Io cerco di stare solo – conclude l’imputato – ma non ci riesco. Vengono mi provocano, mi molestano. E quando mi hanno picchiato la polizia non mi ha creduto”. Il giudice prende tempo rimanda una decisione sulla scarcerazione su cauzione al 25 luglio: “Farò analizzare la polverina e cercherò di capire perché il ragazzo è stato picchiato”. Presente all’udienza, che alle Seychelles sta destando grande l’attenzione, Ralph Volcer, direttore del settimanale d’opposizione Weekly: “Questo non è un processo normale. C’è qualcuno che intende impadronirsi dei beni della famiglia Boux e se la sono presa con il figlio. Gli hanno messo in auto un pizzico di droga e l’hanno incastrato. Sono certo che lui non c’entra nulla”. Un contenzioso oppone Ezio Boux e la moglie Oriella a un italiano che ha anche il passaporto seycellese, Salvatore Paolo Procopio. La famiglia torinese sostiene di aver versato più o meno 500 mila euro a Procopio per attrezzare e lanciare un ristorante, ma di non aver mai ricevuto in cambio nulla. Cioè di essere stata truffata e aver perso tutto. Procopio non è sull’isola e l’inviato del Corriere non ha potuto sentire la sua versione. Qualunque sia la verità, crediamo che sia dovere delle istituzioni italiane intervenire. Noi, da parte nostra, abbiamo già cominciato a farlo, e vi terremo informati sugli sviluppi di questa storia”.
E adesso, cari governanti, tirate fuori le palle… per tutte le persone invischiate in casi simili.

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È strano come in Italia tutto significa sempre il contrario di tutto.
Capita, infatti, nella nostra pseudo Repubblica che un decreto sicurezza (d.l 23 maggio 2008 n. 92) contenga in sé stesso un articolo che blocca i processi per un anno.
È difficile credere di rendere i cittadini più sicuri bloccando i processi ai criminali, ma si sa: la coerenza non è il maggior pregio dei nostri politici.
Ma procediamo con ordine.
Il 23 maggio il Governo presenta il decreto legge (d.l.) sulla sicurezza pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 maggio e quindi entrato in vigore il giorno dopo.
Il Parlamento ha però 60 giorni per convertirlo in legge pena il decadimento del decreto stesso con effetto retroattivo.
Il Governo dunque presenta il d.l. alle Camere per la conversione in legge e lo fa, secondo la prassi, con la presentazione di un disegno di legge (24 giugno 2008) che introduce un emendamento, cioè una modifica, al testo del d.l. originario.
L’emendamento verrà ribattezzato blocca-processi.
Nell’articolo 2.ter, infatti, si sancisce la sospensione dei processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002. Ad eccezione dei delitti di “criminalità organizzata, ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a dieci anni”.
In termini pratici, secondo questa norma, tutti i processi che prevedono meno di dieci anni di reclusione sarebbero sospesi, creando un notevole ingolfamento della Giustizia.
Alcuni esempi di reati puniti con meno di 10 anni: “sequestro di persona, estorsione, rapina, furto in appartamento, (…), stupro e violenza sessuale, aborto clandestino, bancarotta fraudolenta, sfruttamento della prostituzione, frodi fiscali, usura, (…) detenzione di documenti falsi per l’espatrio, corruzione, corruzione giudiziaria abuso d’ufficio, (…) detenzione di materiale pedo-pornografico, porto e detenzione di armi anche clandestine, immigrazione clandestina (…) calunnia, omicidio colposo per colpa medica (…) – omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata (…) traffico di rifiuti, adulterazione di sostanze alimentari (…).

Da Travaglio: http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
Strano! Non sarà sfuggito ai lettori una presenza, fuori dal comune, nei tg e giornali di fatti di cronaca riferibili a molti di questi reati proprio durante l’ultima campagna elettorale. E ancor più, è difficile dimenticare come proprio questi reati furono oggetto di una martellante campagna elettorale portata avanti da Lega, An e Forza Italia, cioè i partiti che durante le elezioni proponevano la tolleranza zero e che oggi sono sostenitori dell’emendamento blocca-processi.
Secondo l’emendamento, inoltre, l’imputato può richiedere al Presidente del Tribunale di non sospendere il processo.
Cioè stupratori, rapinatori, corruttori potrebbero implorare i giudici di farsi processare per il bene della verità e della giustizia!
Ad ogni modo, la proposta di una sospensione dei processi ha suscitato scalpore, un provvedimento così era troppo difficile da far digerire all’elettorato.
Berlusconi non si arrende e anche grazie alle rimarchevoli consulenze del suo legale personale Ghedini, che è al contempo anche parlamentare di Forza Italia, l’11 luglio, appronta la cosiddetta slitta-processi: un maxi-emendamento interamente sostitutivo del precedente, che non apporta modifiche al pacchetto sicurezza se non quelle agli articoli 2 bis e 2 ter, proprio quelli inerenti la giustizia.
Le nuove modifiche stabiliscono che i processi non si bloccano più automaticamente, ma sarà a discrezione dei Magistrati fissare criteri di rinvio dei processi per reati indultati o che comunque rientrano nell’indulto previsto dalla legge del 31 luglio 2006.
Il 15 luglio la Camera ha detto sì (votanti a favore AN, LEGA, FORZA ITALIA) all’ultima e definitiva versione del decreto sicurezza in attesa dello scontato voto al Senato.
Ma che significato ha veramente questo decreto sicurezza? Qual è il nesso tra un decreto che dovrebbe, nelle intenzioni, regolare ulteriormente la normativa sui clandestini con un articolo inerente la giustizia e la sospensione dei processi?
Molto semplicemente il legame si può tradurre in un ricatto di Berlusconi volto a convincere il Presidente della Repubblica a licenziare la vera normativa che sta a cuore il Presidente: il lodo Alfano. Lo strumento con il quale Berlusconi potrebbe sottrarsi a tutti i processi passati, presenti e futuri. Tanta fretta è poi giustificata dal fatto che il premier ha bisogno di arrivarci prima della sentenza definitiva del processo in cui è accusato di corruzione in atti giudiziari per la falsa testimonianza del legale inglese David Mills, nel processo All Iberian e in quello sulle presunte tangenti alla Guardia di Finanza.

La redazione di Grillonews Roma

pubblicato su : grillonews.com

Torno subito... (tanto non disturbo, no?)

Piazza Libertà: il ragionamento logico di questo simpatico corriere deve essere stato il seguente:
a) devo scaricare (o caricare) della merce;
b) non c’è posto esattamente davanti al portone;
c) parcheggio lo stesso davanti (alla “io me ne infischio dei pedoni”).
Il fatto che il portone in questione fosse sotto ai portici di Piazza Libertà non deve averlo fatto dubitare più di tanto, visto il risultato della foto. E poi che qualcuno si provi a protestare, la solita risposta da Homo Furgonis sarebbe “c’ho da lavorareee” (come se questo desse il diritto di bloccare il passaggio a decine di persone).
Tra l’altro al momento della foto non c’era nessuno che stesse scaricando (o caricando), tutto era immobile. Vuoi vedere che, con quel caldo, se n’era andato a bere una bibita?
(foto: luglio 2008.)

Pubblicato da SosFirenze

Vedi l’impareggiabile descrizione dell’“homo furgonis”sul Blog “Firenze Im-mobile”.

La rete sta evolvendo molto e soprattutto nel nostro paese, dove la diffusione e capillarità della presenza della connessione a banda larga, sta arrivando adesso ad una percentuale tale da coprire un alta fetta del territorio italiano.

In Italia stiamo vedendo solo adesso lo sviluppo che può avere il futuro, e questo arrivarci sempre in ritardo non ci aiuta nell’essere competitivi, ma non in termini solo di profitto, ma di sviluppo di idee e progetti per la società di domani.

Io sono nato e vissuto nella terra del rinascimento dove i mercanti astuti, avevano contatti con tutto il mondo, scambi, e cultura tali da voler sempre primeggiare, non solo nei profitti, ma bensi nell’arte, nella cultura, nelle scienze. Questo è un motivo che dà impulso più dei meri profitti.

Ora anche l’Italia sta vivendo con l’uscita dell’ IPhone della Apple che seguita dalle altre aziende che copiano il format, spingerà sempre più ad creare il trinomio uomo-cellulare-connessione personale portatile.

Ormai ogni persona sarà connesso 24h24, e dal suo cellulare presto potrà gestire la sua “connessione al web”.

Questo vuol dire che io posso seguire in diretta eventi in ogni parte del mondo, stare dentro in vari progetti, di divertimento, di studio, di lavoro, che si svolgono nel mondo, senza spostarmi da casa, o meglio mentre invece mi sposto, ma forse per andare al mare a fare un bel bagno, piuttosto che una passeggiata sui monti.

Quello che quindi cambierà da oggi in poi, sarà la concezione che ognuno di noi non sarà in rete col web proiettato da casa nel mondo, ma da se stesso a tutte le parti del mondo.

Perchè dico questo con un titolo che si rifà al blog?

Oggi tutti noi possiamo avere un blog, e con l’avvento di queste nuove tecnologie, potremo aggiornare il nostro blog costantemente, descrivere opinioni, fatti, eventi, paesaggi, in diretta da dove ci troviamo.

Possiamo fare video, foto e altro, e costruire dei contenuti che poi metteremo in rete web.

Ecco la sfida che io vedo e che dobbiamo raccogliere: <ognuno di noi deve/può costruire contenuti e metterli in “rete”>.

Ma quale “Rete” ?

Non solo e non più la rete web, quella di internet, quella che è la rete come mezzo.

Quello che possiamo e dobbiamo fare, è la rete di persone e di contatti.

Molte aziende di business stanno cercando di sfruttare questo concetto di rete, chiamato da loro “network sociale”, con cui sfruttano l’adesione di iscritti connessi alla loro piattaforma, cercando di dare loro servizi, ma facendo in modo che loro poi stiano dentro la piattaforma, in modo da sfruttare i proventi della pubblicità, le informazioni sui gusti, sulle preferenze, sui contenuti visitati sul web, per poter poi rivenderli alle aziende di marketing.

Ora qui noi abbiamo di fronte la sfida.

Credo che ora come mai, possiamo davvero fare rete dal basso, p2p, persona verso persona, e organizzarci, magari sfruttando proprio anche quelle piattaforme.

L’esempio del giornalismo dal basso che abbiamo intrapreso tre anni fà col GrilloNews.com,  và in quella direzione.

Ora dobbiamo essere forti di pensare e progettare all’interno del web2.0, il nostro modo di fare rete sociale, U2U, lo definirei io, umano verso umano, dove l’uomo è al centro della rete di rapporti.

In maniera trasversale, possiamo ognuno di noi fare parte di piattaforme e gruppi, ma avere il blog tematico, e gestire un blog allargato dove tramite i contenuti e le opinioni, possiamo costruire dei progetti aperti e condivisi così come nel software OpenSource.

Il GrilloNews.com, avendo il retroterra dei meetup, è un progetto pilota ,che credo ci servirà per testare le nostre capacità e creare le basi per sviluppare poi un progetto più aperto e meno “targetizzato”. Quello è un progetto di informazione che si lega all’attività dei mettup di Beppe Grillo, quindi con la funzione di informare localmente sulle attività che vengono svolte e le tematiche trattate, con accenni di informazione generica.

Magari il progetto a cui pensavo poi di arrivare al secondo livello, era un progetto di informazione di rete sociale. Costruita sempre u2u, trasversalmente dal basso, ognuno di noi potrebbe costruire la rete dell’informazione generica, non legata ai gruppi di Amici di Beppe Grillo.

Un progetto un pò più ambizioso che io ho chiamato I New You, io informo te, storcendo e forzando il significato inglese di news-notizia, in verbo informare.

Ecco che diventa fondamentale fare dei primi passi in 3-4 persone all’inizio e poi piano piano crescere e condividere, così come abbiamo fatto fino ad ora.

Il segreto del futuro sta nel fatto che crescere, lavorando a distanza e mentre uno può continuare  agestire le sue altre attività, sarà semplice e veloce.

Create i vostri blog, pubblicate i vostri articoli, imparate ad osservare e indagare, questo vi aiuterà ad essere interconnessi con la scoietà ed ad essere cittadini migliori. Costruite e strutturate, anche in maniera semplice, le informazioni, e rendetele disponibili in rete.

Questo ci permetterà di far fare i primi passi ad un cambiamento ed esserne attori.

Volete essere parte di ciò o stare a guardare?

Andrea Tj

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Scrivi il tuo giornale online e nella tua città !!

Grillonews.com


Carissimi amici,
quest’oggi, leggendo il sito internet della testata giornalistica “Il Quotidiano della Calabria”, ho visto che è stato lanciato un nuovo interessantissimo sondaggio, ovvero VOTARE IL VOLTO FEMMINILE CHE RAPPRESENTA LA CALABRIA.
Ho piacevolmente visto che tra i nomi proposti dal noto quotidiano figura quello di Rosanna Scopelliti, la figlia del giudice Antonino assassinato dalla mafia nel ’91.

Rosanna secondo me rappresenta il volto più bello della Calabria, quella Calabria che è finalmente diventata consapevole dei propri problemi e che ha finalmente deciso di fare “punto e a capo”.
Rosanna Scopelliti rappresenta LA PIU’ BELLA CALABRIA dunque, quella pulita, quella che reagisce, quella che lotta! ed è per questo che nel sondaggio l’ho votata e invito tutti voi a farlo. Sarebbe davvero un bel segnale.

Da qui potrete votare anche voi
basta selezionare tra i nomi in basso il nome “ROSANNA SCOPELLITI, figlia del giudice”

Segnalato dal Blog: Manimangiri

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