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….parto anche io e per dove vado non voglio e non posso seguire la mia tecnologia….

Un saluto a tutti.

Andrea

“L’intera vita che mi è stata restituita da allora, non mi appartiene più nel senso completo della parola: vi è stato immesso uno scopo” A. Solzenicyn

Così anche Solzenicyn è morto. Forse il più grande tra gli scrittori che animarono una stagione di sofferenza e dissenso, di repressione e speranza; una speranza che non si era spenta sotto la repressione, una repressione che fu spenta dalla speranza. La stagione del samizdat (Lett.”edito in proprio”), quando una rete sotteranea di persone libere copiava a mano, con antiche macchine da scrivere, in rari casi ciclostilando ogni genere di documento e libro tra quelli che il regime sovietico proibiva. Una rete clandestina di persone libere, assetate di vero.

Quel dissenso non era senza conseguenze personali: se eri contro il regime della libertà, se non approvavi il comunismo non potevi che essere pazzo. E quindi finivi in manicomio, o esiliato in terre lontane e inospitali, nella migliore delle ipotesi.
Tra quelle opere copiate con carta carbone e fatte circolare clandestinamente c’erano anche quelle di Solzenicyn, e quando arrivarono in occidente colpirono come un martello un’opinione pubblica indifferente o negatrice. Kruscev utilizzò Solzenicyn per attaccare Stalin, ma la frattura da lui stesso provocata inghiottì anche il Presidente dell’URSS. L’esilio, l’esilio dall’amata terra per cui non aveva neanche voluto ritirare il Nobel fu infine il modo in cui l’Unione sovietica, che moriva e non lo sapeva, scelse per liberarsi dello scrittore. Il corpo malato che espelle la parte sana nell’illusione di salvarsi.

Sono storie di quaranta, cinquant’anni fa e sembra passata un’era. Più nessuno ha il coraggio di negare quella che fu la realtà. E quasi più nessuno ricorda com’erano quegli anni, in cui la menzogna era quotidiana, conclamata. Solzenicyn, più di molti altri, è stato tra quelli che l’hanno svelata. Ma essa non è morta, vive in terre differenti; e quanti Solzenicyn oggi che nessuno legge, a cui nessuno vuole credere?

Berlicche socio di SamizdatOnLine

UN MONDO IN FRANTUMI –  Aleksandr Solženicyn
(testo integrale del discorso di Harvard)

L’onorevole Emerenzio Barbieri del Popolo delle Libertà, ci illumina con attento e scrupoloso lavoro su quali sono i problemi urgenti da risolvere.

La “questione urgente ed inderogabile”… la ristorazione per i Parlamentari della Camera dei Deputati.

…IL PROBLEMA è CAPIRE QUALI SONO I SERVIZI CHE ABBIAMO NOI RISPETTO AI NOSTRI COLLEGHI, ….FRANCESI , DANESI, EUROPEI…QUESTA E’ LA QUESTIONE

La ristorazione in certi giorni è davvero scadente!

“..Ma c’è anche una questione più politica!”

“alle riunioni internazionali, i senatori vanno in business e noi deputati in economica, ma non ritenete che sia una cosa da valutare questa ?” (min 4:29 del video NDR)

Poveri parlamentari, prendono 7-800 euro in meno dei Senatori, rischiano di impoverirsi! GRAZIE DELLA SUA AUDIZIONE ONOREVOLE BARBIERI!!

Camera dei deputati, Mercoledi’ 23 Luglio 2008

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"Meglio avere la propria mente occupata a comporre la soap opera della propria vita che sonnecchiare di fronte a quella di qualcun altro". Steven Johnson

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