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alla “Festa della Creatività”.

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Dal blog FirenzeinBici

La nuova gestione del Ministero dell’Ambiente mi pare molto diversa dalla precedente: più sobria e allineata alle decisioni, a volte opinabili, degli altri ministeri.
La questione di oggi è l’impegno  che l’Unione Europea si è presa per combattere i cambiamenti climatici. Dietro alla formula 20-20-20, la UE si è impegnata per il 2020 a ridurre del 20% le emissioni di gas serra, di aumentare la produzione di energia da fonti alternative del 20% e di ridurre i consumi del 20%: un impegno importante con ovvi obiettivi intermedi vincolanti per i Paesi membri (e senza obiettivi e penalizzazioni, chi ci si impegnerebbe?).
Da qualche giorno il nostro governo sta chiedendo di rivedere (al ribasso) questo impegno a causa della recessione e dei costi elevati (almeno così dicono) per il nostro Paese. Interviste rilasciate ad alcuni giornali tracciano una situazione di possibile distruzione dell’industria italiana a causa di questo impegno.

Io mi auguro, per me, per voi e per quelli che verranno dopo di noi, che non diano ascolto ai nostri governanti e che si vada avanti a tutta forza. Perché? Provate a fare un giro in centro: c’è gente in maglietta, bermuda e infradito, e siamo il 20 ottobre, non il 20 maggio. Cercate di ricordare quanti uragani si sono abbattuti sul golfo del Messico negli ultimi 2-3 mesi (e tutti con il fiato sospeso per la sorte delle piattaforme petrolifere, non per i poveri Haitiani).

Il protocollo di Kyoto è probabilmente un impegno troppo lieve per produrre cambiamenti in meglio, e ben venga la UE che porta avanti, unilateralmente, una simile decisione.
La difesa dello “status quo” produttivo è miope, perché guarda al subito e non al domani. Il petrolio, che lo voglia il governo o no, è destinato a finire, così come il carbone e l’uranio che, purtroppo, oggi è tornato di gran moda. Investire in nuove tecnologie e nuove fonti energetiche portano nuova ricchezza, senza contare l’occupazione generata per migliorare l’efficienza energetica degli edifici (dove si disperde gran parte dell’energia).
Per fare un altro esempio, la FIAT oggi vende il 70% delle auto benzina-metano che si immatricolano in Europa. Un auto a metano produce mediamente il 20% di CO2 in meno di una equivalente a benzina e fa risparmiare chi la usa: di chi sono gli interessi difesi dal governo?

Pubblico qui un articolo interessante sul cui ho evidenziato alcuni passaggi.

dal blog DecidiamoInsieme: Repubblica – Napoli
La Fibe ora chiede garanzie Agnano, scontro sulla gestione
Ad Acerra grandi manovre per l´affidamento diretto, ma ci sono anche gli spagnoli
di Antonio Corbo

C´è una doppia velocità. La spettacolare accelerazione per Acerra, con l´arrivo dei bersaglieri, scelta forse significativa, sono soldati che corrono. E la strana frenata per Agnano, il quartiere indicato dal Comune per il suo inceneritore, il quarto in Campania. A poche ore dalla quarta visita di Berlusconi a Napoli, si può guardare oltre?

«Sono cominciate le grandi manovre per il colossale business degli impianti: chi dovrà costruirli o gestirli», spiegano gli osservatori più disincantati del settore rifiuti.

Per Acerra manca ancora il “rup”, responsabile unico del procedimento. Dovrà sostituire Giuseppe Sorace, indagato dopo l´ultimo blitz della Procura, agli arresti domiciliari finirono personaggi di rilievo: dalla prima assistente di Bertolaso, Marta De Gennaro, ai dirigenti di Fibe.

Proprio la società di Impregilo torna in primo piano.

Per decreto legge deve completare i lavori di Acerra, è scaduta intanto l´interdizione a trattare con enti pubblici il 26 giugno, solo quattro giorni fa. Gira un´indiscrezione: Fibe accetta, ma preferisce attendere che il decreto già modificato alla Camera sia convertito in legge dal Senato. Avverrà entro il 22 luglio.

Bertolaso ha annunciato che Acerra andrà in funzione a fine anno. Allude forse alle prime prove. Il “rup” dovrà vigilare sui lavori, e occorre almeno un altro anno di prove e collaudi: per sei mesi, devono lavorare insieme Fibe che ha costruito l´impianto e la società che dovrà gestirlo, chi? I tecnici spiegano con un esempio:
«Non è come un´auto, chi la compra può subito guidarla. Vi sono meccanismi complessi da studiare».

La gestione, ecco il nodo.

Fibe accetta di ultimare la struttura, ma non intende gestirla. E chiede garanzie. Sono passati dieci anni dalla gara d´appalto. Anni tormentati per una società che altrove costruisce con miglior fortuna e in tempi brevi. Ha investito 280 milioni, per completare l´opera che a fine agosto 2007 era all´86 per cento mancavano sei mesi di lavori e 75 milioni. Il preventivo è ancora lo stesso o la struttura si è deteriorata durante la sosta? E dove sono i 550 specialisti che vi lavoravano?

Berlusconi punta sull´affidamento diretto. Niente gara di evidenza europea.

Saranno richiamati i vecchi concorrenti: “Asm” di Brescia e i francesi di “Veolia”, che il 24 gennaio erano pronti a firmare grazie alla mediazione del prefetto Alessandro Pansa, ma Gianni De Gennaro preferì soprassedere.
Il 7 febbraio andò quindi deserta per la terza volta una gara di 4,5 miliardi di euro per vent´anni.

C´è un terzo concorrente: il gruppo spagnolo Abertis, abbinato a De Vizia transfer Spa. Dovrebbe avere, a sorpresa, un ruolo anche la Jacorossi. La società si è assicurata come amministratore delegato Ciro Turiello, l´ex di Asìa.

L´affidamento diretto consente al governo di trattare su campi larghi.
Le prime ipotesi: Veolia ad Acerra, magari con Jacorossi sul territorio, “2A2″ ( Asm e Aem unite.NDR) a Salerno e a Napoli, gli spagnoli di Abertis a Santa Maria La Fossa.

Il Commissariato non si pronuncia su Agnano. Ed è questo il secondo nodo.
Richiede sondaggi e studi. Il Comune di Napoli gioca invece d´anticipo. Forte di una legge (”113 Testo unico degli Enti locali”) vuole assegnare progettazione, costruzione e gestione alla società che controlla con il cento per cento delle azioni: l´Asìa, oltre duemila dipendenti, sede proprio ad Agnano.
Il suo ad, Daniele Fortini, conferma le ultime notizie. «È stato davvero svolto il “layout” in uno studio attrezzato, tutto ok, una meraviglia.
Procediamo con le indagini anemometriche, quindi con i carotaggi. Sarà un progetto di qualità, potendo contare su 120 tra i tecnici migliori d´Italia, gli specialisti di Atia, e di ben tre università, la prima è la Federico II di Napoli, quindi Torino e Milano». Il “layout” ha configurato la sagoma (alta 40 metri) nel contesto. Superando così il test di impatto ambientale. Seguirà quello della Via.shock

Il governo pensa ad altri gruppi. Basta ascoltare nel Pdl Paolo Russo, deputato tra i più esperti di ambiente. «Dopo quella attuale, la prossima emergenza sarà la gestione degli impianti, se non si individuano i migliori gruppi d´Italia o del mondo per tecnologie d´eccellenza e uomini esperti».
Lo scontro è palese ascoltando l´assessore Gennaro Mola. «Il Comune di Napoli nei termini ha indicato un sito, ha tutto l´interesse, il diritto, quindi l´obbligo di affidarlo alla sua società. È l´Asia.
Si rivolgerà a quanto di meglio esista per tecnologie e serietà, ma il Comune di Napoli dopo tante sofferenze non rinuncia ad un ruolo da protagonista nella sua città».
Né lascia ad altri il business: bruciare rifiuti vuol dire completare il ciclo, ricavare energia, quotata dal Cip 6 almeno venti centesimi a chilowattora. Provate a immaginare: 300 tonnellate al giorno nel forno di Agnano.
::

Come avete letto e constatato dall’articolo precedente, cosa che non viene mai fatta dai media tradizionali tv e giornali, il nodo dei rifiuti è solo la gestione e il pacco incredibile di soldi che ci gira intorno.

Solo per Asm Brescia 4,5 miliardi di euro per 20 anni !!!
9.000 miliardi di lire !!!

Lo sapete che ci si compra tutto Berlusconi e la Mediaset?

Comprendete quindi che ruolo possa aver ela politica , anzi i politici?

Vi ricordate quando vi dicevo che facendo la lista civica un politico si può comprare anche con un incarico di lavoro per 50.000-100.000 euro annui presso un azienda importante?

Ecco le società di gestione e progettazione degli inceneritori assumono centinaia di tecnici, amministrativi, ad esempio l’Asia di NAPOLI ne ha 2000 !!!

Ora queste sono fabbriche di consenso.

I nostri politici sono inermi difronte al capitale fresco e liquido che hanno le multinazionali.

Guardatevi il video di Alex Zanottelli e cercate di capire di più del sistema con cui pilotano la gara di appalto della gestione rifiuti in modo tale che solo 2-3 aziende enormi come Veolia possano gestire l’impianto e la torta dei soldi pubblici.

Ecco perchè i CIP6 non verranno mai levati , perchè sono il carburante di un sistema che distribuisce ricchezza ad una casta di persone di potere.

Tj

DA PARTE DI ALFONSO NAVARRA – AD ALEX ZANOTELLI E AI CATTOLICI DI BASE
(18 luglio 2007)

Caro Alex (Zanotelli), bellissima la tua lettera.

Bisognerebbe aggiungere un punto: la tua Chiesa dovrebbe tirarsi
anch’essa fuori dal business dei rifiuti. La cava di Chiaiano, di
proprietà dell’Arciconfraternita dei Padri Pellegrini, quindi della
Curia napoletana, non deve essere messa a disposizione di Bertolaso
perchè possa farci la sua discarica. Stiamo parlando di Chiaiano, oggi
il luogo simbolo della resistenza per i “rifiuti-zero” e punto
nevralgico in cui la logica repressiva tenta lo sfondamento nei
confronti di quello che la stampa chiama il “Partito del NO”, e che è in
realtà l’alternativa civile dei movimenti di base. (Non è per nulla
casuale Il riferimento al decreto che fa delle discariche “aree di
interesse strategico” da presidiare con l’esercito e che prevede 5 anni
di carcere per i promotori delle proteste: ad esempio un certo prete che
gira sempre con la sciarpa arcobaleno intorno al collo).

Un dispaccio dell’ADN-KRONOS, riferendo dell’occupazione del Duomo di
Napoli da parte dei Comitati in difesa delle cave di Chiaiano e Marano,
attacca così:
“Da qualche tempo il Duomo di Napoli sembra diventata la ‘casa’ di
disoccupati, sfrattati e altri diseredati”.
Ti vedo ridere da sotto i baffi: magari fosse! La Chiesa non dovrebbe
forse essere la “Casa degli ultimi?”. Ed invece – per quanto ne so – usa
il suo enorme patrimonio immobiliare (il 20% della “ricchezza” nel
settore, pare) al pari degli altri protagonisti della speculazione
edilizia e fondiaria.
Il dato del 20% lo traggo da un’inchiesta del settimanale “Il Mondo”
(11-5-2007), firmata da Sandro Orlando, ripresa in TV da “Annozero” di
Santoro.
Il Vaticano, inteso come “Palazzinaro”, secondo la citata inchiesta
possiederebbe “un quarto di Roma”.

A Milano, dove vivo, circa la metà delle case sfitte (90-100.000) fanno
capo a società controllate o satellizzate dalla Curia.
Fossero date in locazione a prezzi equi (facciamo il 15% dello stipendio
medio di un lavoratore?) il mercato degli affitti verrebbe
rivoluzionato. Potrebbero essere sistemati tutti i 20.000 che nel
2007hanno fatto richiesta all’ALER di un alloggio popolare. Altri dati
su Milano: 11.000 richieste di sfratti esecutivi, oltre il 50% per
morosità. Alloggi pubblici disponibili per la risposta: circa 1000. Solo
600/700 gli alloggi di nuova costruzione programmati entro il 2010.
I banchieri certo si scoccerebbero alquanto per gli “affitti sociali”
perchè si vedrebbero ridotto il valore del loro patrimonio immobiliare,
al momento più che gonfiato.
Ma quale deve essere il punto di vista di chi intende, per
responsabilità specifica ed essenziale, annunciare la Buona Novella agli
uomini (e alle donne)?
Quello del “diseredato”, che si preoccupa di conciliare il pranzo con la
cena, magari sotto un tetto e non sul lastrico; o quello del “cattolico”
presidente di Banca Intesa, che persegue il profitto con il commercio
delle armi?
(A dire il vero, Bazoli avrebbe annunciato di voler cessare le
operazione finanziarie dell’export bellico, ma i criteri modificati di
fresco della Relazione governativa non permetteranno di verificarlo).

Papa Benedetto XVI ha rivolto un appello ai “grandi” del G8: “Occupatevi
dei poveri e dei deboli! Occorre rilanciare un equo processo di sviluppo
integrale a tutela della dignità umana.” Sante parole, è il caso di
dirlo. Magari risulterebbero più credibili se fossero applicate a sè
stesso, specialmente quando il Papa dice: “Il pane quotidiano non può
dipendere dalle speculazioni e dalle turbolenze finanziarie”. Questa
indicazione, a proposito dell’alimentazione necessaria, credo che sia
valida anche per l’abitazione necessaria, che deve essere sottratta alla
logica del puro profitto.
Ed è valida anche per il diritto ad abitare in un contesto ambientale
che non costituisca minaccia alla salute, per le donne, per gli uomini,
per i loro cari.
Il Papa ha ammonito i leader del G8 ad adottare coraggiosamente “tutte
le misure necessarie per vincere i flagelli della povertà estrema, della
fame, delle malattie, dell’analfabetismo, che colpiscono ancora tanta
parte dell’umanità. Mi unisco anch’io – ha detto Ratzinger – a questo
pressante appello alla solidarietà“.
Ecco, caro Eminenz (direbbe la Littizzetto), una piccola “dritta” al tuo
cardinale Sepe di Napoli sarebbe gradita. Del genere: “Figliolo, lascia
perdere i trenta denari, e tuteliamo la salute delle nostre “pecorelle”
di Chiaiano. Questa discarica non s’ha fare e, per quanto ci compete,
non la lasceremo fare”.

Molte persone che conosco appartengono alla categoria degli
anticlericali incalliti.
Sono indignati per l’eccessivo finanziamento pubblico alla Chiesa. E’
facile sentirli fare questi discorsi “arrabbiati”:
“Io li caccerei via tutti sti pretacci… Con quello che ci costano ogni
anno tra 8 per mille di cui solo il 30% va alle iniziative tanto
pubblicizzate, il resto al mantenimento del clero, l’evasione fiscale
(vi pare che il clero paga tasse per gli introiti che ha?), per l’ICI
che non paga e tante altre cose.
Stando ai dati, se non ci fosse la Chiesa Cattolica in Italia a
ciucciare risorse, le tasse ai cittadini potrebbero essere DIMEZZATE”.

Guardiamoci dritti nelle palle degli occhi, caro Alex: hanno proprio
tutti i torti? Datevi da fare, voi, costruttori del Regno, operatori di
pace, per smentirli !!!
Questo è affare vostro di credenti, ancor più, da praticanti: non di noi
atei o agnostici.
A noi, donne e uomini di buona volontà, cristiani, ebrei, buddisti,
musulmani, o credenti in altro, resta il titanico compito di contrastare
l’Impero del denaro in tutte le sue espressioni.
Senza guardare in faccia a nessuno.
Alfonso Navarra

Dal Blog di Beppe Grillo.it

Alex_Zanotelli.jpg
Padre Alex Zanotelli, Chiaiano
Clicca l’immagine

Padre Alex Zanotelli, per me una scheggia del cuore di Cristo, mi ha inviato questa lettera da Napoli. Il business dell’emergenza è il futuro della Campania, l’assicurazione sulla vita della politica inquinata. L’emergenza giustifica i mezzi e il fine sono sempre i soldi.

Carissimi,
è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12:

“ Solo falsità l’uno all’altro si dicono: bocche piene di menzogna, tutti a nascondere ciò che tramano in cuore. Come rettili strisciano, e i più vili emergono, è al colmo la feccia.”

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