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Ormai dopo qualche giorno dal terremoto dell’Abruzzo, atterriti dalle immagini e dalle notizie, ripenso a tutto ciò che è successo.

Lunedì notte, la mattina presto, pochi minuti dopo le prime scosse, la notizia viaggiava sul web, il cinguettio di Twitter, i gruppi di aiuto su Facebook, i video su Youtube, i blog dei tanti italiani che hanno vissuto in primo piano il terremoto, davano la notizia.

Il mondo sta cambiando velocemente, e tutto questo cambiamento avviene tramite la condivisione delle informazioni.

Negroponte lo scriveva in un suo libro 15 anni fà, ed adesso si sta avverando.

La rete, con telefono fisso o col telefono mobile, pemette di essere tutti connessi, istantaneamente.

Guardate questo video:

http://www.international.rai.it/mediacenter/frontend/programma.php?cat=71&id_video=1617

Dal blog FirenzeinBici

La nuova gestione del Ministero dell’Ambiente mi pare molto diversa dalla precedente: più sobria e allineata alle decisioni, a volte opinabili, degli altri ministeri.
La questione di oggi è l’impegno  che l’Unione Europea si è presa per combattere i cambiamenti climatici. Dietro alla formula 20-20-20, la UE si è impegnata per il 2020 a ridurre del 20% le emissioni di gas serra, di aumentare la produzione di energia da fonti alternative del 20% e di ridurre i consumi del 20%: un impegno importante con ovvi obiettivi intermedi vincolanti per i Paesi membri (e senza obiettivi e penalizzazioni, chi ci si impegnerebbe?).
Da qualche giorno il nostro governo sta chiedendo di rivedere (al ribasso) questo impegno a causa della recessione e dei costi elevati (almeno così dicono) per il nostro Paese. Interviste rilasciate ad alcuni giornali tracciano una situazione di possibile distruzione dell’industria italiana a causa di questo impegno.

Io mi auguro, per me, per voi e per quelli che verranno dopo di noi, che non diano ascolto ai nostri governanti e che si vada avanti a tutta forza. Perché? Provate a fare un giro in centro: c’è gente in maglietta, bermuda e infradito, e siamo il 20 ottobre, non il 20 maggio. Cercate di ricordare quanti uragani si sono abbattuti sul golfo del Messico negli ultimi 2-3 mesi (e tutti con il fiato sospeso per la sorte delle piattaforme petrolifere, non per i poveri Haitiani).

Il protocollo di Kyoto è probabilmente un impegno troppo lieve per produrre cambiamenti in meglio, e ben venga la UE che porta avanti, unilateralmente, una simile decisione.
La difesa dello “status quo” produttivo è miope, perché guarda al subito e non al domani. Il petrolio, che lo voglia il governo o no, è destinato a finire, così come il carbone e l’uranio che, purtroppo, oggi è tornato di gran moda. Investire in nuove tecnologie e nuove fonti energetiche portano nuova ricchezza, senza contare l’occupazione generata per migliorare l’efficienza energetica degli edifici (dove si disperde gran parte dell’energia).
Per fare un altro esempio, la FIAT oggi vende il 70% delle auto benzina-metano che si immatricolano in Europa. Un auto a metano produce mediamente il 20% di CO2 in meno di una equivalente a benzina e fa risparmiare chi la usa: di chi sono gli interessi difesi dal governo?

Dal blog di Jacopo Fo

Ho scoperto che è possibile acquistare un’auto col motore fuso ma ancora in ottime condizioni e modificarla trasformandola in un’auto elettrica. Cambi il motore, quello elettrico è molto più leggero. In compenso ci devi mettere le batterie. Esistono già procedure standard internazionali per queste modifiche, realizzate sull’esperienza di centinaia di mezzi modificati.
Si fa in molte parti del mondo, poco in Italia.
Ho cercato di capire quali potrebbero essere orientativamente i prezzi.
Vi riferisco quel che ho tirato fuori da una serie di conversazioni con esperti del settore.
Innazi tutto è stato già risolto il problema essenziale dell’omologazione del mezzo. Problema che si pone in quanto in Italia non è ammessa la modifica di un automezzo. Però esiste il Tuv tedesco, ente di certificazione, anche a Bologna, e con 1600 euro si può immatricolare il mezzo in Germania il che ti dà il diritto di circolare in tutta Europa (in Italia abbiamo come al solito una legge cretina fatta per favorire la Fiat). E per inciso puoi anche scaricare l’acquisto sulle tasse che paghi in Italia. Essere europei è meglio!
Inoltre il collaudo dell’auto da parte del Tuv è una grossa garanzia in quanto il Tuv analizza l’efficienza delle modifiche. Quindi oltre alla nostra certificazione preventiva sulla professionalità delle auto officine, ne avremo una specifica su ogni singola auto. E credo che siano 1600 euro ben spesi per via che dei tecnici tedeschi omologati credo ci si possa fidare.
Ovviamente sto parlando di produrre in piccola serie un mezzo strepitoso. C’è auto elettrica e auto elettrica…
E noi modestamente abbiamo l’elettricità nel sangue e quindi non ci accontentiamo di scatorci.
Stò parlado di un’utilitaria con 150 km di autonomia a 100 all’ora, silenziosissima, con copertura in pannelli solari fotovoltaici ad alta resa, super batterie, meccanismo per il recupero dell’energia della frenata e della discesa, luci a led (ulteriore risparmio energetico). La ricarichi come un cellulare, attaccando la prolunga autoavvolgente a una normale presa elettrica. Fai cento chilometri con poco più di un euro di corrente perché il motore elettrico è molto più efficiente. E si lascia il meccanismo del cambio che riduce notevolmente il dispendio di energia. Inoltre il pannello solare sul tetto e sul cofano ti dà sempre un po’ di energia.
Per ricaricare completamente le batterie ci impieghi 8 ore. Con un’ora di ricarica ci fai 20 km.
Se c’è il sole di più.
Un’utilitaria così dovrebbe costare intorno ai 15 mila euro.
Una Volvo station wagon con eguali caratteristiche verrebbe sui 22 mila euro. Il trucco è proprio che si usano auto usate col motore andato. Paghi solo la carrozzeria e le prendi per poche migliaia di euro.
Questo però è vero solo teoricamente. I prezzi attuali sono più alti di 10 mila euro e più perché se compri un solo set di batterie per volta le paghi il doppio. Un set di batterie per un’auto media, che pagheresti 8 mila euro lo paghi 16 mila euro. Le batterie sono la componente oggi più costosa del’auto. Lo stesso problema vale per le officine artigianali che eseguono questi lavori: fare un’auto per volta è molto più caro e faticoso che programarne 20 contemporaneamente.
Organizzando una minima economia di scala negli acquisti progetto dei componenti e nella gestione del sistema si potrebbero ottenere risparmi consistenti in ogni settore.
Ci sono le aziende in grado di realizzare le auto, ci sono i tecnici capaci di progettare, ci sono i prototipi funzionanti realizzati da questo gruppo. Manca il prodotto chiavi in mano a un prezzo ragionevole.
E quando io vedo una possibilità così davanti sapete che non resisto.
Mi sono trattenuto in questi mesi soffrendo come un cane.
Non potevo aprire bocca fino a che il fotovoltaico non decollava.
Ma adesso che funziona spero che altri inizieranno a fidarsi del sistema dei gruppi di acquisto e a collaborare per migliorare le proposte e espanderle.
Siamo davanti a una meravigliosa, sconfinata prateria.
Il territorio vergine delle ecotecnologie ci attende e ci permetterà di dar vita a un colossale cambiamento economico, ecologico, culturale e energetico.
Cosa aspettiamo?
Ho quindi aspettato una settimana per pensarci su e adesso mi sono deciso ad aprire un pre-gruppo di acquisto per vedere se c’è interesse da parte di un numero sufficiente di persone o aziende a comprare un’auto elettrica pagandola dopo che il Tuv tetesco l’ha certificata (i soldi della caparra li teniamo in mano noi, se l’auto che hai ordinato non funziona li riprendi).
Pre-gruppo vuol dire che NON sono in grado di darti una macchina dopodomani.
Ma prima di iniziare a trattare con manager, ingegneri e meccanici ho la necessita di avere idea se c’è realmente qualcuno interessato.
Chiarisco questo in modo petulante perché ho visto cosa è successo nel solare fotovoltaico.
Ora finalmente la macchina è partita, 220 impianti sono in fase di progettazione dettagliata, 40 sono in fase di costruzione e 3 sono stati ultimati. Ma ce ne è voluta. Capisco chi si è scocciato di aspettare ma le cose stanno così, per costruire in sicurezza tocca andare piano.
Lo stesso vale per il gruppo d’acquisto per il solare termico e le caldaie. Qui stiamo solo contrattando con gli instalatori (e è dura). Sull’eolico e le biomasse non abbiamo neppure aperto le liste di preadesione perché ci sono grosse difficoltò a trovare la tecnologia giusta, soprattutto su piccola scala, sui mega impianti non abbiamo problemi.
Il gruppo d’acquisto per il Segway, il monopattino con le ruote parallele, è ai primordi, siamo solo a quota 3 aderenti.
Insoma consociare gli acquisti nella fase iniziale è molto difficile e forzatamente si tratta di un processo lento. Quindi cerco aderenti pazienti. Il nostro prim obiettivo è un acquisto certificato e affidabile. Quindi per prima cosa dovremo costruire il primo esemplare, provarlo ecetera.
Quindi c’è tempo.
Ma in questo caso, siccome non se c’è interesse, mi muovo solo se c’è un’adesione superiore alle 20 persone. Diciamo che ha senso muoversi se siamo in 100, bisogna sempre calcolare che molti possono poi cambiare idea. Ovviamente se e quando riusciremo ad arrivare a un’offerta conveniente chiederemo una caparra.
Nel mio progetto dentro il pacchetto dovrebbe esserci anche un sistema di finanziamento bancario o di leasing.
E vorrei anche mettere un ingegnere come si deve a progettare qualche miglioria sull’auto.
Ad esempio vorrei dotarla di serie di antifurto satellitare, vetri e componenti numerati col getto di sabbia indelebile (abbassa il costo dell’assicurazione antifurto) alleggerire la carrozzeria, aggiungere una presa di corrente standard, e tutta una serie di piccoli confort da studiare.
Insomma se la storia ti piace invia una mail specificando se desideri un’utilitaria, un modello medio o una station vegon. (non potremo avere una grossa scelta, o Volvo o Volkswagen).
Ok, questo è quanto.
Aspetto le mail di adesione a info@alcatraz.it

Ps
Ovviamente se hai 400 mila euro che non sai come investire, oppure sei un manager di chiara fama, avresti la possibilità di creare da subito la società in grado di gestire tutta l’operazione appoggiandosi alle officine efficienti che già esistono ma sono scollegate, non coordinate, prive di un ufficio acquisti collettivo e di un servizio di marketing. Manca loro un sistema di finanziamento al consumo e di offrire il prodotto chiavi in mano già omologato.
Credo che con il petrolio a 130 dollari al barile (ci arriveremo tra poco) l’auto a benzina castomizzata (in gergo si dice così) con un motore elettrico elettrica abbia un’attrazione enorme, anche perché offre un risparmio di costo al chilometro del 90% (grazie anche all’integrazione a panneli solari).
Utile netto dell’impresa, stimato in 5 anni, 20 milioni di euro.

IL TESTO DELL’ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI

Firenze, 15 maggio 2008

Nei giorni scorsi abbiamo denunciato (1) come il Comune di Firenze abbia sprecato milioni di euro pubblici per l’ennesima opera inutile: il sempre-vuoto parcheggio di Piazza Alberti, che per le sue qualita’ estetiche e’ stato ribattezzato dai fiorentini ‘la zanzariera’.

Nei momenti di punta, nel parcheggio non vi sono piu’ di 30 automobili,tutte posteggiate al piano terreno. Gli altri 5 (cinque) piani risultano del tutto inutilizzati.Il parcheggio ha una capienza di 662 posti auto a 18moto, oltre a box e posti auto in vendita e mai venduti.

Nel 2003 il Comune prometteva che i lavori di risistemazione avrebbero consegnato ai fiorentini e agli abitanti del quartiere una piazza completamente nuova, con un aumento della superficie di circa 7500 mq. Cosa mai avvenuto, in quanto il parcheggio si estende oltre la superficie dell’ex-deposito Ataf, occupando cosi’ parte della piazza.  Sempre secondo quanto promesso dal comune, il project financing ‘Firenze Mobilita”, gestore della struttura, prevedeva che la spesa fosse esclusivamente a carico di capitali privati (costo previsto 16,193 mln di euro). Ed e’ proprio questo il capitolo piu’ oscuro rispetto al gettito di denaro pubblico in questo genere di servizi, ovvero quello riguardante il“project financing” Firenze Mobilita’, soggetto che per il 17% appartiene a Firenze Parcheggi e ad altre societa’ a capitale misto pubblico-privato (tra cui C.C.I.A.A. di Firenze, Aeroporto di Firenze S.p.A.). Non solo, ma il 10 marzo2008, l’assessore uscente alla Finanza di progetto, Tea Albini, ha annunciato in Consiglio Comunale che Firenze Parcheggi deve acquisire il 52% di Firenze Mobilita’.

Si tradisce cosi’ la logica alla base dei project financing, che nascono dalla radicale divisione di compiti e costi fra pubblico e privato. Visto che il parcheggio e’ vuoto e quindi a rimessa, sono perlomeno poco trasparenti le motivazioni che hanno spinto i privati a parteciparvi.  Ricordiamo inoltre che i lavori dovevano concludersi entro il 2005, ma tutt’oggi e’ lontana dall’essere completata la parte del centro commerciale.

Qui il testo dell’esposto che comunque e’ integralmente riportato a seguire: http://www.aduc.it/dyn/documenti/docu_mostra.php?id=220184 (1) http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=219947

Ecc.ma PROCURA REGIONALE DELLA TOSCANA DELLA CORTE DEI CONTI

ESPOSTO-DENUNCIA

presentato dall’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori(Aduc), con sede in Firenze, via Cavour 68, tel.055290606, fax 0552302452, npersona del legale rappresentante, Vincenzo Donvito, nato a Gioia del Colle(Bari) il 20 febbraio 1953.

LE PREMESSE

Inaugurato il primo dicembre 2007, il maxi parcheggio di Piazza Alberti a Firenze è pressoché sempre vuoto. Nei momenti di punta, non supera le 30 automobili, tutte naturalmente posteggiate al piano terreno. Gli altri 5piani risultano comunque del tutto inutilizzati. Il parcheggio ospita in totale 662 posti auto a 18 moto, oltre a box e posti auto in vendita e mai venduti.

La struttura, dal discutibile impatto visivo e urbanistico (tanto che i fiorentini lo chiamano dispregiativamente “la zanzariera”) è composto da tre piani fuori terra e da uno spazio interrato. “Il parcheggio bello e deserto”, titola un articolo di Repubblica del 6febbraio 2008, a firma di Gaia Rau, dove si legge: “quasi 700 posti auto nuovi di zecca. E completamente deserti”. “Il problema -prosegue l’articolo-non sembrano neanche le tariffe: al momento sono in vigore quelle‘promozionali’ (50 centesimi la prima ora, un euro la seconda), non certoproibitive. Fatto sta che adesso, a maggio, ogni frazione oraria è stata portata a 1,50 euro.  La variazione di tariffa è soltanto la prima delle promesse non mantenute dai realizzatori e dai responsabili di questa enorme costruzione. Nel periodico del Quartiere 2, “Campo di Marte”, febbraio-marzo 2004, si leggeva che finalmente “Piazza Alberti rinasce e raddoppia”.

Il Comune allora prometteva “i lavori di risistemazione che consegneranno ai fiorentini e agli abitanti del quartiere una piazza completamente nuova, con un aumento della superficie di circa 7500 mq. Il project financing “FirenzeMobilità”, che gestisce l’intervento, realizzato grazie al concorso esclusivo di capitali privati (costo previsto 16,193 mln di euro), prevede di terminare l’opera nel luglio del 2005. Guardando le carte, risalta subitoche, a lavori finiti, ci sarà uno spazio più che raddoppiato rispetto ad’oggi, con molte novità. Infatti al posto del deposito sorgeranno una piazza pubblica, aree verdi pedonali, una zona commerciale di 2403 mq con uffici e negozi da affittare a libero mercato, 16 unità residenziali (…)”.

Come documentiamo nel video dell’allegato 1, tuttora tutti questi interventidi abbellimento non sono terminati e, soprattutto, quelli completatiappaiono in totale contraddizione con quanto promesso dal Comune. Infatti,come si leggeva già nel luglio 2002 nel periodico della Confesercenti“Mercurio”, “attorno al parcheggio fuori terra è prevista un’area pedonale in parte a verde e in parte lastricata. Si prevede quindi la creazione di una piazza che degrada dolcemente verso il parcheggio multipiano e che potrà essere utilizzata d’estate anche per proiezioni e spettacoli all’aperto”.Come si evince dal video, quest’area è costruita in maniera tale e con talibarriere architettoniche, da rendere impossibile qualsiasi attività di aggregazione sociale.

Eppure, ancora il giorno dell’inaugurazione,l’assessore alla finanzia di progetto Tea Albini, diceva di sperare (si noti la diminuzione di certezza) “che questa piazza, che in precedenza era il deposito dell’Ataf, possa essere un luogo di incontro e di socializzazione per gli abitanti del quartiere”.Fatto sta che non solo la piazza è comprensibilmente sempre deserta, ma che deserto è appunto il parcheggio.

Domandiamo quindi quale sia l’utilità di un parcheggio perennemente vuoto e che quindi dimostra di non essere ritenuto necessario nel quadro urbanistico della città. Ma il capitolo più oscuro,rispetto al gettito di denaro pubblico in questo genere di servizi, è quello riguardante il “project financing” Firenze Mobilità.

La società Firenze Parcheggi è stata costituita il 19 gennaio 1988 tra Comune di Firenze, Camera di Commercio, Azienda Autonoma di Turismo ed alcuniistituti di credito, assicurativi e finanziari, ed è riconosciuta comestrumento operativo dell’amministrazione comunale nella gestione della sosta cittadina degli autoveicoli privati con deliberazione del C.C. n. 5330 del30/12/1996.

A Marzo 2008, il suo capitale risulta al 49,7% del Comune di Firenze, CCIAA Firenze 6,02%, Ataf 5,19%, Regione Toscana 1,57%, Ferservizi1,57%, Comune di Scandicci 0,49%, Monte dei Paschi di Siena 10,07%, altre banche 17,93%, la Fondiaria 2,23%, Fino per 0,3%, Autostrade 5,36%.Il project financing “Firenze Mobilità” è così costituito: Denominazione Capitale posseduto Azioni possedute Quota PROJECT COSTRUZIONI SCARL 3.199.568,00 3.199.568 43,73% CCIAA DI FIRENZE 1.500.000,00 1.500.000 20,50%FIRENZE PARCHEGGI SPA 1.304.350,00 1.304.350 17,83% SCAF SCARL 731.740,00 731.740 10,00%AEROPORTO DI FIRENZE S.P.A. – ADF S.P.A.290.870,00 290.870 3,98%SERVIZI & PROMOZIONI SRL 232.696,00 232.696 3,18% Coop. Unica Scarl 58.175,00 58.175 0,80%

Questo parcheggio fa parte del sempre meno trasparente project financing“Firenze Mobilità”. Lo spirito con cui il Comune aveva affidato la costruzione e la gestione di 5 parcheggi a Firenze, tra cui quello di Piazza Alberti era il seguente: la parte privata si assume l’onere dell’investimento, in cambio di un servizio pubblico, e per un certo numero di anni i proventi di quel servizio vanno sempre alla parte privata, fino a quando la parte pubblica non entrerà in possesso effettivo della struttura.

Ci domandiamo allora, se stessero ancora così le cose, quale vantaggio maipossa ricavare questa parte privata da un parcheggio vuoto. O, più probabilmente, bisogna indagare su quale sia l’effettiva partecipazione delcapitale pubblico, attraverso la Firenze Parcheggi, in “Firenze Mobilità”.Infatti il 10 marzo 2008, in Consiglio Comunale l’assessore Albini ha ricordato che Firenze Parcheggi deve acquisire il 52% delle quote di”Firenze Mobilità”, dall’attuale 17,82% di azioni, per un esborso di circa 2milioni e 600 mila euro.

Vi è quindi il forte sospetto che dapprima si sia affidato il project financing ad un gruppo di società esterne al Comune eche successivamente il Comune, attraverso Firenze Parcheggi, abbia ripreso il controllo del project.

SI CHIEDE

alla luce delle osservazioni qui formulate di accertare i fatti descritti in premessa per verificare se il Comune di Firenze abbia arrecato un danno all’erario.

SI CHIEDE

altresi’, a norma degli artt. 90 e 408 c.p.p., di essere sentita per fornire elementi di prova nonche’ di essere informata dell’eventuale archiviazione della presente istanza. Con osservanza,Vincenzo Donvito

Allegati:

Si allega su DVD il video-inchiesta dell’Aduc ‘Il parcheggio di Piazza Alberti, ovvero la prospettiva del Cemento

Fonte: comitati dei cittadini

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http://www.eurozev.org/Cinquino.htm

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