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Beppe Grillo sentito come testimone sui fatti del processo del crack Parmalat
intervista di sky tg24

 

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Dopo  50 mesi dalla presentazione del ricorso e dodici anni di esilio, il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, ha prodotto una prima risposta per la famiglia Masciari.
Lo diciamo subito: è “interlocutoria“, per cui siamo consapevoli che ci sarà ancora da dire.
Il 23 Aprile è stata infatti convocata un’altra udienza pubblica in merito a nuova documentazione proposta dai Masciari.
Non vogliamo tentare di infilarci in pericolose letture tecniche, ci sono persone molto più competenti ed adatte di noi amici di Pino e Marisa, siamo certi che gli avvocati che tutelano le loro (e nostre) ragioni sapranno farlo nel migliore dei modi insomma.

Però.

Da molto tempo tutti aspettiamo.

E’ il momento di condividere le piccole grandi Vittorie che i nostri amici Pino e Marisa hanno compiuto a tutela loro, di tutti i testimoni e nostra in qualità di cittadini.
Ce lo siamo ripetuto più volte, ma ora lo ribadiamo con più forza:

I Masciari hanno ragione.
I Masciari hanno ragione perchè Pino ha, ancora una volta, visto riconosciuto il suovalore di Testimone di Giustizia FONDAMENTALE ai fini delle condanne di uomini della criminalità organizzata e del Sistema ad essa colluso.
I Masciari hanno ragione perchè, è acclarato formalmente che il fallimento della ditta di Pino sia stato causato unicamente dal racket e dalla criminalità organizzata stessa.

…. Continua sul Blog di Pino Masciari

pino_masciari

Sul gruppo di Facebook che sostiene Gioacchino Genchi è stata pubblicata, debitamente autorizzata, questa bellima lettera di Valentina Culcasi; penso interpreti magnificamente ciò che pensa in questo momento ciascuno di noi:

Vorrei svegliarmi ed accorgermi di aver vissuto solo un incubo…

Svegliarmi potendo riuscire a vedere Paolo e Giovanni portare a termine il loro lavoro… 

Svegliarmi e saper che quel 23 maggio e 19 luglio 1992 non successe niente…

Svegliarmi vedendo Paolo e Giovanni tra noi…. Vorrei ma purtroppo non posso…

La realtà supera ogni incubo…Ed io non riesco più a stare a guardare,non riesco più a sopportare queste persone prendersi gioco di noi ma soprattutto dei grandi Uomini. Non sopporto più i mei connazionali che con l’indifferenza e il silenzio consentono che ciò accada!Sono arrabbiata nera,odio chiunque si sta rendendo complice di tutto ciò,odio la poca memoria di questo paese! 


Si sta uccidendo Genchi sotto gli occhi di inermi spettatori e questo è atroce. E’ atroce vedere innocenti processati e criminali inquisitori. Personalmente , benché consapevole della mia non diretta responsabilità per i fatti del ’92 considerato che ero solo una bimba di nemmeno 4 anni, ho sempre sentito un profondo dovere interiore di riscatto per la colpa delle generazioni più grandi che hanno permesso ciò. Mi sono inconsciamente fatta carico delle loro colpe e come chiunque abbia una colpa cerco di espiarla promettendomi di adoperarmi per riuscire a sentire e far soprattutto sentire quel fresco profumo della libertà.

Oggi vedo molte analogie con quel maledetto 1992. Non c’è il tritolo, ma c’è comunque la morte di servitori dello Stato. Credo che per chi ha un profondo culto delle Istituzioni e opera esclusivamente in virtù di questo ricercando la Verità, esattamente come finora ha fatto Genchi, non ci sia peggior tradimento, peggior affronto di vedersi dipinto come pericolo per le Istituzioni da coloro che le Istituzioni le hanno, annientate, distrutte, uccise. Non oso immaginare come possa sentirsi Genchi, attaccato da quelle Istituzioni che tanto voleva proteggere.

Ma la cosa che mi rode dentro è la reazione della società civile. 

Perché se è vero che non posso sentirmi responsabile per le stragi del ’92, posso e devo sentirmi responsabile qualora dovesse accadare qualcosa a Genchi.

Credo si stiano rifacendo gli errori del ’92, credo che si stia lasciando nuovamente soli i servitori veri dello Stato, gente processata solo per aver fatto il proprio dovere. Non riesco a non pensare alle ultime frasi dello scritto di Benny. Genchi arrestato. Genchi in galera.

Mi sento male.La mia coscienza non mi farebbe più vivere. Come si può continuare a vivere sapendo che una persona innocente è in galera per aver fatto semplicemente il suo lavoro ed averlo fatto anche per noi?

E sapendo che noi nulla abbiamo fatto per impedirlo?

La voce della mia coscienza sarebbe ogni giorno sempre più forte e insopportabile. Credo e voglio credere che ciò mai accadrà, ma se ciò dovesse accadere sarà colpa di noi tutti, nessuno escluso, poiché non siamo stati in grado di difenderlo e proteggerlo. Perché le parole spesso non bastano ed occorre agire, avere coraggio ed opporsi con qualsiasi mezzo. Se dovessero riuscire a mettere in galera Genchi vorrà dire che non saremo riusciti nel nostro compito, ancora una volta non saremo stati degni di gente del valore di Genchi. E di certo non avremo meno colpe di coloro che assistettero in silenzio alle stragi del ’92. La storia si ripete.

Leggo con orrore di chi allude ad un estremo atto da parte di questi assassini che ci governano volto all’uccisione fisica del Dott. Genchi. E l’orrore aumenta quando mi accorgo che la preoccupazione è di salvaguardare solo eventuali dati in possesso del Dott. Genchi. Anziché adoperarsi per non permettere l’uccisione di una persona cercando di proteggerlo in ogni modo si limitano a consigliargli di salvare e affidare a più persone e luoghi le sue conoscenze. Vergognoso!!!!!!!

D’altronde siamo sempre in Italia, si piangono i morti dopo che si è fatto sì che venissero uccisi. 

Il dolore e la rabbia che provo dentro non riesco davvero ad esprimerla. Non riesco e non posso permettere che accada nulla di male a Genchi, starei così male da sentirmi io assassina, da sentirmi parte di quel sistema criminale che sta architettando tutto, lo stesso che uccise il mio Paolo, Giovanni.

Arriva il tempo in cui le parole ed i buoni propositi non bastano più, il tempo in cui bisogna agire, prendere delle posizioni, avere

coraggio, difendere le proprie idee, i propri uomini, la propria terra indipendentemente da quali possano esser le conseguenze personali. Questo è quello che chiedo ai miei connazionali. Io voglio fare ciò, io devo difendere Gioacchino. 

Io voglio essere in pace con la mia coscienza.

Nessuno tocchi genchi!

Alla fine dell’evento di domenica 8 marzo 2009, Cristina ed io andiamo ad intervistare Beppe Grillo, per sapere che cosa ne pensa di questo movimento che è nato grazie a lui ed al suo blog.

Andrea Tj

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